"Serve la memoria per saldare il debito con gli esuli"

Il Treno del Ricordo, progetto promosso dal ministro Abodi, ha fatto tappa a Firenze con una mostra multimediale sulle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata. Presenze istituzionali e politiche hanno accolto il convoglio, che proseguirà il suo viaggio verso Roma, Napoli e Taranto.

"Serve la memoria per saldare il debito con gli esuli"

La ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, ieri al binario 16 di Firenze Santa Maria Novella

Ha fatto tappa a Firenze, al binario 16 della stazione di Santa Maria Novella, il Treno del ricordo, un progetto promosso dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi in occasione del Giorno del ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Ad attendere il convoglio, messo a disposizione da Fondazione FS Italiane e appositamente allestito con una mostra multimediale e l’esposizione delle masserizie degli esuli, lungo la banchina studenti, esponenti delle associazioni degli esuli, rappresentanti istituzionali e politici, soprattutto di Fratelli d’Italia.

La mostra allestita all’interno attraverso immagini, video e testimonianze permette di ripercorrere idealmente il viaggio compiuto dagli esuli giuliano dalmati.

I quattro vagoni principali (a cui si aggiungono quelli di ingresso e uscita) fanno da cornice alle quattro sezioni in cui è suddivisa l’esposizione: Italianità, Esodo, Viaggio del dolore e Ricordi di una vita. Lungo il percorso si possono vedere i filmati di repertorio provenienti dall’Archivio Istituto Luce e da Rai Teche, video originali, fotografie e masserizie fornite dall’Istituto regionale per la cultura istriana-fiumana-dalmata (Irci).

Per il governo c’era la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella che ha definito le foibe e l’esilio "la più terribile ingiustizia sofferta dagli italiani" e ha parlato di "debito" nei confronti delle vittime "che possiamo saldare solo con la memoria e la ricostruzione storica".

"Il termine foibe – riprende - è stato indicibile per anni, e per troppo tempo, è stata una tragedia dimenticata". Ad accogliere la ministra l’assessora alla cultura della memoria di Palazzo Vecchio Maria Federica Giuliani che ha parlato della necessità di riportare alla luce questo capitolo della storia italiana, in cui Firenze ha avuto un ruolo centrale: "Nessuno deve avere paura della verità. Anche a Firenze arrivarono gli esuli provenienti da Istria, Dalmazia, Venezia Giulia, in 580 trovarono ospitalità nell’ex manifattura Tabacchi di Sant’Orsola, che operò come centro di raccolta profughi dal 1945 al 1955. Vi confluirono le famiglie dei dipendenti della Manifattura Tabacchi di Pola, vennero ricavati precari separè di legno e cartone legati con lo spago, 272 ambienti familiari".

Dopo la tappa fiorentina, sabato 24 il convoglio sarà a Roma Ostiense, domenica 25 a Napoli Centrale per poi terminare la sua corsa martedì 27 a Taranto.

Rossella Conte