Dal carcere turco a Siena. L’attivista iraniana Mona e la battaglia per la libertà

di Paola Tomassoni SIENA "Oggi sono qui grazie al supporto del Governo italiano e soprattutto grazie alla compassione e alla perseveranza delle...

Dal carcere turco a Siena. L’attivista iraniana Mona e la battaglia per la libertà

Dal carcere turco a Siena. L’attivista iraniana Mona e la battaglia per la libertà

"Oggi sono qui grazie al supporto del Governo italiano e soprattutto grazie alla compassione e alla perseveranza delle persone all’Università di Siena. È grazie al loro aiuto che mi è stato possibile lasciare la prigione in Turchia e riguadagnare la mia libertà". Così Mona, studentessa iraniana attivista per i diritti delle donne nel proprio Paese, giunta a Siena dopo un lungo lavoro diplomatico. La ragazza, 30 anni, è stata accolta dal rettore Roberto Di Pietra, che ha voluto esprimere alla neostudentessa la vicinanza della comunità accademica. Mona ha ringraziato per l‘opportunità offertale nell’ambito del progetto ’Just Peace’, in collaborazione con l’Associazione ’Cor Magis Siena’.

Fuggita dall’Iran, l’attivista aveva trovato rifugio in Turchia, ma qui era stata arrestata dopo aver manifestato in difesa dei diritti delle donne: "Nei mesi di prigionia non immaginavo la felicità di potermi muovere liberamente come posso fare ora, perché si vive in condizioni che non dovrebbero essere permesse, lontane dai diritti umani". Grazie alla corsa contro il tempo per evitare la deportazione della ragazza in Iran, l’Università di Siena è riuscita a far arrivare Mona in Italia a seguito di una delicata attività diplomatica, durata molti mesi. Nella città del Palio studierà Economics and management, corso di laurea in lingua inglese, alloggiando in un appartamento messo a disposizione dall’Associazione ’Cor Magis Siena’, con cui l’Ateneo ha instaurato una collaborazione duratura: vivrà insieme a una rifugiata congolese.

Il pensiero corre a Masha Amini, simbolo della condizione femminile e della violenza esercitata contro le donne nella Repubblica islamica dell’Iran: la giovane è morta nel 2022 a pochi giorni dall’arresto a causa della mancata osservanza della legge sull’obbligo del velo. Per questo Mona non intende abbandonare l’attivismo, anche se la sua famiglia, lasciata 7 anni fa, nel frattempo vive sotto continue minacce.