Eugenio Giani
Eugenio Giani

Firenze, 17 ottobre 2021 - Un anno dopo. Il presidente toscano Giani e la sua giunta tagliano il primo traguardo. Un anno difficile nel mezzo della pandemia e della campagna vaccinale. Un anno intenso di fronte alla crisi del lavoro e alla protesta per le chiusure. Un anno di polemiche forti soprattutto sull’inchiesta della procura sui rifiuti illeciti (keu). Ma anche un anno di esperienza per affrontare i prossimi con le spalle più larghe e un anno caratterizzato da un Pd più energizzato dal voto (regionali 2020 e comunali 2021) e capace di rintuzzare, ogni volta, gli attacchi di Italia Viva.

Giani appare, un anno dopo, più sicuro della sua azione di governo. La sua giunta (4 donne e 4 uomini) lavora. Nell’ombra? Di fatto non emerge molto. Colpa di chi? Delle personalità presenti (alcune di vasta esperienza, altri giovani emergenti) o della voglia del governatore di essere regista? Giani sta portando avanti il programma di mandato. E’ stato stoppato dalla sua maggioranza sull’unica cosa chiesta ai partiti: la riforma dello Statuto per ampliare la giunta. E’ nata una riformina. Un po’ poco per Giani. Ma lui va avanti e fa la frittata con le uova che ha.

Di fronte la Toscana ha tre appuntamenti fondamentali. Il primo riguarda il reperimento dei fondi del Pnrr. La Toscana deve portare a casa il risultato: soldi, soldi, soldi dall’Europa via governo italiano. Non ci sono alternative. In gioco la ripartenza della regione per infrastrutture, servizi ai cittadini, cultura, transizione digitale e ambientale.

Il secondo la sanità: al di là dei fondi del recovery deve essere riformata alla radice mettendo in discussione anche l’organizzazione in tre mega Asl. L’assistenza territoriale deve essere in prima fila senza trascurare il mantenimento del livello di eccellenza degli ospedali toscani. Il terzo riguarda i rifiuti. Il piano è stato presentato. In questo scorcio di 2021 si apre il bando e si accolgono le offerte per i nuovi impianti. Tre sfide per mettere la freccia e accelerare, non essere più in mezzo al guado e guardare all’immediato futuro con più speranza.