"Derby delicato, temo Settembrini". Testini torna da ex al Comunale

Oggi vice di Gorgone alla Lucchese presenta la sfida: "Amaranto con qualità. Sarà una partita aperta"

"Derby delicato, temo Settembrini". Testini torna da ex al Comunale
"Derby delicato, temo Settembrini". Testini torna da ex al Comunale

di Andrea Lorentini

AREZZO

Sessantuno presenze e 17 gol da calciatore condite dalla salvezza di Carrara e dalla promozione in B nel 2004. Due stagioni da direttore sportivo suggellate da una semifinale playoff per la B e altrettanti da allenatore della prima squadra femminile che ha condotto alla storica promozione nella serie cadetta appena due anni fa. Emiliano Testini non è un ex come tanti altri. Sabato sera siederà sulla panchina della Lucchese accanto a Gorgone di cui è il vice da quest’estate. "Sarà un’emozione particolare come ogni volta che torno ad Arezzo. Al di là dei risultati sportivi, ho creato legami di stima e amicizia che restano per sempre".

Sabato ci sarà, però, poco spazi per i sentimentalismi. Arezzo e Lucchese hanno bisogno di punti.

"E’ un derby delicato per entrambe. Noi siamo in un periodo di flessione, ma solo sul piano dei risultati perché le prestazioni non sono mai mancate".

Ad inizio stagione su di voi c’erano aspettative alte che, forse, state un po’ tradendo.

"E’ chiaro che quando parti bene come abbiamo fatto noi, poi l’asticella si alza. Dobbiamo essere bravi a riprogrammare il momento e pensare una partita alla volta per risalire".

Il passaggio del turno in coppa italia vi ha rinfrancato?

"Siamo contenti di esserci qualificati per i quarti di finale. Ogni partita è una tappa del percorso di crescita".

Che idea si è fatto dell’Arezzo?

"E’ un’ottima squadra con tanti calciatori di qualità".

Uno in particolare che teme maggiormente?

"Dico Settembrini per il suo valore e perché ha fatto una scelta di vita nel vestire l’amaranto. Ha una carica emotiva differente quando scende in campo".

Che partita ci dobbiamo attendere al comunale?

"Una gara aperta. Si affrontano due formazioni propositive che praticano un calcio offensivo". Perchè ha scelto di tornare nel calcio maschile?

"Gorgone mi ha voluto fortemente con lui, intendiamo il calcio alla stessa maniera, ricerca il gioco d’attacco. Un tecnico destinato a scalare le categorie. Se non fosse stato lui non avrei cambiato. Anzi, vi scelto un retroscena: quando ero ds avevo proposto ad Ermanno Pieroni proprio Gorgone come allenatore. Poi virammo su Dal Canto". Cosa si è portato dietro dell’esperienza nel femminile?

"La gestione del gruppo. Uno spogliatoio di donne è una palestra formativa per un allenatore".

Il momento più bello in amaranto?

"Più di uno. Da calciatore il gol nel playout di Carrara, da dirigente la vigilia della semifinale playoff contro il Pisa con i tifosi che vennero ad incitare la squadra allo stadio in un’atmosfera meravigliosa e da allenatore, ovviamente, la promozione in B con le ragazze, ma anche la successiva salvezza".

Nella sua esperienza con l’Arezzo ci sono rimpianti?

"Nessuno perché ogni momento ed ogni scelta arricchiscono la propria parabola personale".

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