Allagamenti in città (foto Faltoni da Facebook)
Allagamenti in città (foto Faltoni da Facebook)

Arezzo, 23 agosto 2019 - Anche un automobilista intrappolato dall'acqua nel sottopasso di via Fratelli Lebole è stato tratto in salvo dalla polizia locale intervenuta massicciamente per rimediare ai anni di un altro pomeriggio di bufera come quello di giovedì.  Alle 17.20 si sono accesi i lampioni come fosse notte piena. E il dio della pioggia ha aperto di nuovo le cataratte. Buio pesto, cielo nero come il petrolio, quel pizzico di allarme che ti è rimasto addosso dal dramma di luglio. Il secondo schiaffo del maltempo fa meno danni di allora e non è minimamente paragonabile a quello che era successo, nè in termini di precipitazioni nè di conseguenze. Però ha lasciato il segno lo stesso. Pesante in diverse zone della Valdichiana, a cominciare da Monte San Savino: dove prima la grandine ha ripulito quello che era rimasto della frutta e delle coltivazioni e poi 60 millimetri d’acqua hanno messo a dura prova la città. Poi anche ad Arezzo.

Un fenomeno di 15-20 minuti al massimo: misurato in una precipitazione di 20 millimetri d’acqua in città e 60 al Monte, ci confermano gli esperti. Ma con situazioni critiche non da poco. A Marciano, dove il maltempo ha abbattuto una pianta secolare: ha travolto un un camper, per fortuna vuoto. Non si segnalano persone coinvolte.In testa nei sottopassi più fragili: quello di via Fratelli Lebole, dove un mese fa una famiglia era stata «ripescata» dalle acque, ma anche a Pratacci e a Tortaia.

Problemi e telefonate a grappoli da via Capponi, una zona a ridosso di quella via Romana che sotto l’acqua si piega su se stessa. Stavolta, ci conferma dal Comune il responsabile della protezione civile Giovanni Baldini, il fenomeno è stato più forte a nord che a sud e ha evitato nell’area critica conseguenze peggiori. Ma a San Zeno si è creato nella zona industriale una sorta di lago, nel quale i vigli del fuoco hanno lavorato per ritirare fuori le macchine.

Vigili bersagliati quasi nello stile di un mese fa: decine e decine di chiamate. In giro, nei quartieri, l’allerta di chi temeva di ritrovarsi nelle condizioni di allora. Fiumi d’acqua da via Petrarca al Giotto alla stessa Catona. Allora quasi illesa e stavolta presa più di petto, anche se non risulta ci sia stata una chiusura della strada come di viale Santa Margherita.

Per fortuna il fenomeno è stato rabbioso ma breve, troppo per creare peggiori conseguenze. Ma il brivido resta. Le previsioni indicano che oggi ci dovrebbe essere il bus. Più o meno sempre nel pomeriggio e forse con la stessa forza di ieri, anche se poi ormai abbiamo imparato che il meteo viaggia per conto suo e mai niente è uguale.

Intanto ieri il fenomeno si è concentrato anche in Valdarno dove pure si sono registrati degli allagamenti. Ombrello aperto e calosce ai piedi, la provincia aspetta di fronteggiare il «nemico» che sembra aver messo le tende in questa estate da dimenticare.