"Tempeste, lezione dimenticata". Il monito di Marcorè al Book Festival. L’amicizia con Jova, il tesoro dei Diari

L’artista mattatore dell’evento a Foiano. "Basterebbe poco per cambiare rotta ma prevale il profitto". Il filo col rapper cortonese: "In teatro a Cortona, poi insieme per risollevare le Marche dopo il sisma".

"Tempeste, lezione dimenticata". Il monito di Marcorè al Book Festival. L’amicizia con Jova, il tesoro dei Diari

"Tempeste, lezione dimenticata". Il monito di Marcorè al Book Festival. L’amicizia con Jova, il tesoro dei Diari

A dodici anni il palcoscenico è la sua sfida e il primo passo. Oggi trepida all’uscita del suo film, debutto da regista: "Zamora", nelle sale a primavera. In mezzo una vita con mille finestre aperte su storie e personaggi. Nero Marcorè apre il Book Festival in una prima sold out e pure il libro della sua vita e sopratutto degli incontri che lo hanno segnato: da Corrado a Pupi Avati, al grande maestro Gaberl, a De Andrè. Con un pensiero al disastro alluvione "che ha colpito oggi la Toscana, ieri la Romagna e prima ancora le Marche". Segno del clima che cambia perchè l’uomo è concentrato "solo sul profitto". Porta l’esempio del lockdown per il Covid, quando "l’uomo ha fermato le attività e la terra si è rigenerata. Basterebbe poco per cambiare rotta, ma prevale la logica del mercato. Mi dispiace per le nuove generazioni". Nel viaggio dentro l’Italia, quella più profonda, tra teatri e borghi immersi nel silenzio, Marcorè scopre la provincia aretina e la mette nella valigia delle cose belle.

Come quel giorno a Pieve Santo Stefano e la scoperta dei Diari, un "grande magazzino di memoria. In un Paese che di memoria ne ha poca sapere che esiste un luogo dedicato alla memoria con la narrazione di storie personali mi rende contento. Ho avuto modo di leggere alcune storie di donne che scrivevano ai propri uomini al fronte o descrivevano situazioni familiari complesse; lo considero un archivio molto interessante". Nella galleria - affollatissima - dei personaggi che ha imitato, c’è anche Lorenzo Jovanotti con il quale Marcorè ha stretto un legame forte condividendo la sofferenza per il terremoto che nel 2018 mise in ginocchio le Marche e la forza per incoraggiare la rinascita.

"Alcuni anni fa sono stato a Cortona, in teatro e Lorenzo è stato così carino da da partecipare a RisorgiMarche, nel 2018, facendo arrivare una marea di persone, per sostenere la ricostruzione dopo il terremoto. E di questo gli sono grato". Oggi all’amico cortonese augura di rimettersi presto in forma dopo l’incidente in bici: "So che è già in grande ripresa e sarà pronto a scalare l’Everest. Lorenzo ha una grande forza e penso che voi toscani dobbiate essere fieri di avere un tipo così che sta da queste parti". E nel paese del carnevale e della cartapesta, la maschera che usa per descrivere cosa accade oggi, in Italia e nei teatri di guerra è ". "Sceglierei Arlecchino, per descrivere i trasformismi ma credo serva anche un pizzico di Pulcinella, con la sua ironia e l’estro di uscire sempre dai guai".