Quotidiano Nazionale logo
11 mag 2022

Tatiana: "Il conflitto fa paura anche a noi"

Rotoru ha organizzato le prime raccolte e racconta i timori in Moldavia per un’escalation di violenza: "Vogliamo entrare in Europa"

Quando è iniziato il conflitto in Ucraina la comunità moldava aretina è stata tra i primi soggetti a intervenire in sostegno alla popolazione colpita dalla guerra. Lo ha fatto con un’imponente raccolta cibo e beni di prima necessità che stoccati nei magazzini della Croce Rossa, sono stati spediti in territorio ucraino tramite una compagnia internazionale di bus. Aiuti raccolti grazie alla generosità degli aretini, diretti tramite passaggi interni a Karkhiv. Ma adesso i moldavi di Arezzo seguono con apprensione gli sviluppi del conflitto e temono per la propria patria. "Preghiamo perché il conflitto non si allarghi e la Moldavia non venga coinvolta, dopo quanto accaduto in Transnistria, la regione indipendente filorussa", dice Tatiana Rotoru della comunità moldava di Arezzo che insieme agli amici ucraini ha organizzato le prime raccolte di aiuti per la popolazione colpita dalla guerra. "Come moldava, temo moltissimo l’invasione del mio paese – dice Tatiana - ho paura che se la Russia ci attaccasse, sarebbe l’inizio di un conflitto mondiale".

La Moldavia non fa parte della Nato e ancora nemmeno dell’Unione Europea, è un paese neutrale che non ha nemmeno un esercito. Secondo il direttore dei Programmi di Oxfam Italia l’aretino Sorinel Ghetau a fine marzo in Moldavia erano già transitati 350 mila profughi dall’Ucraina e 100 mila si erano fermati nel paese, dove rappresentano oltre il 5% della popolazione. "A rispondere all’emergenza sono state le famiglie – spiega Tatiana – sono tornata a casa per un viaggio programmato, una settimana dopo la Pasqua ortodossa si celebra infatti la giornata dei defunti, molti sono i profughi arrivati dall’Ucraina, ma il 90% dei rifugiati nel mio paese è ospitato dalle famiglie".

E mentre la Moldavia ha moltiplicato gli sforzi per l’accoglienza adesso teme per le proprie sorti. Dal 25 aprile, la Transnistria, regione separatista filorussa che ricorda il Donbass ucraino, è stata colpita più volte, prima da un’esplosione vicino alla sede di un ministero, poi con un attacco alle antenne che trasmettono la radio russa. Azioni che hanno lo scopo di destabilizzare, ecco perché la Moldavia teme per le proprie sorti sapendo di essere un paese fragile. "Quanto successo in Transnistria, ci spaventa moltissimo – spiega Tatiana - Tutti speriamo di entrare in Unione Europea". Angela Baldi

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?