Toscano Bigi
Toscano Bigi

Arezzo, 25 gennaio 2020 - Due rapine a mano armata una dopo l’altra. Tutto si è consumato nel giro di un’ora, facendo impennare in Valdarno l’allarme per episodi di criminalità che mai si erano verificati con una successione così rapida e con una destrezza figlia di un’accurata preparazione con tanto di sopralluoghi e «prove». È stato un vero e proprio martedì nero quello appena trascorso per gli esercenti di due locali pubblici rispettivamente di Terranuova e Loro che si sono trovati a fare i conti con una banda di rapinatori armati di trincetto.

Malviventi che hanno agito con una tempestività tale da far presagire l’opera di professionisti. Il primo ad essere colpito è stato il Bar Sud-Est alla periferia di Terranuova, nel settore omonimo, a due passi dal polo tecnologico capitanato dalla sede della Zucchetti Centro Sistemi e non lontano dal casello autostradale.

Erano da poco passate le 19.15 quando tre banditi, con il coperto da cappucci e calzando i guanti, hanno fatto irruzione nell’esercizio dove in quel momento si trovavano i genitori del titolare, marito e moglie.

È Davide Casacci, il proprietario, a raccontare, ancora visibilmente provato, la disavventura subita: «Ho saputo che mio padre è stato preso per il collo e immobilizzato da uno dei rapinatori che lo minacciava puntandogli la lama alla gola. Nel frattempo – ha proseguito – gli altri due hanno letteralmente divelto il registratore con i soldi».

Un blitz fulmineo, di sicuro studiato a tavolino fin nei minimi particolari, e che però ha fruttato un bottino esiguo, soltanto il cosiddetto fondo cassa, che sarebbe servito per i resti l’indomani, pari a circa 500 euro. Con la stessa velocità con la quale erano arrivati, i tre si sono dileguati salendo a bordo di un’auto parcheggiata nei paraggi dove un complice li attendeva con il motore acceso e pronto a pigiare sull’acceleratore.

Superato lo shock, la coppia ha chiamato i Carabinieri che sono immediatamente intervenuti sul posto per avviare le indagini. Intanto la banda, non certo soddisfatta del magro esito della rapina precedente, ha deciso di spostarsi sull’altopiano raggiungendo poco dopo le 20 il bivio Casalini e il Bar Il Bruco, al civico 1 della Setteponti, sulla sponda della carreggiata già in comune di Loro Ciuffenna.

Identico il cliché con l’ingresso nella rivendita che somministra anche generi alimentari dove a quell’ora ormai quasi di chiusura era al lavoro la moglie del titolare. «Appena li ha visti entrare - ha raccontato il marito della donna Toscano Bigi - ha capito all’istante le loro intenzioni perché lasciavano intravedere solo gli occhi e avevano il volto completamente nascosto. Inoltre portavano i guanti. Non hanno detto una parola, ma soltanto mostrato l’arma minacciando a gesti di volerla usare.

Mentre uno teneva d’occhio la porta e la strada, un altro ha strappato la cassa che conteneva l’incasso della giornata, poco più di 500 euro». Pure in questo caso l’epilogo è stata la fuga veloce all’esterno verso la vettura che li aspettava a poche decine di metri e tuttavia fuori dal raggio di sorveglianza delle telecamere di sicurezza del punto vendita, come hanno appurato i militari della compagnia di San Giovanni al loro arrivo.

«Ci avevano già preso di mira con qualche tentativo di furto, ma ora si è davvero passato il segno – ha concluso Bigi – e soprattutto mia moglie è ancora sconvolta da quanto è successo. La paura è il sentimento che prevale». Stesso commento per il suo compagno di sventura terranuovese: «La nostra attività di famiglia – ha affermato Davide Casacci – è aperta da 25 anni e nel tempo abbiamo subito 4 furti, ma mai una cosa del genere. Siamo preoccupati...»