Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
la Nazione logo
20 giu 2022

Scorie sospette, braccio di ferro Tca-procura

Sequestro di alcune parti dell’azienda e 10 indagati. Scarti da cui estrarre oro o rifiuti tossici? La ricostruzione del blitz, la linea dell’azienda

20 giu 2022
I carabinieri forestali hanno fatto un blitz nella Tca, conclusosi con un sequestro preventivo di parte dell’area: l’azienda nega ogni responsabilità
I carabinieri forestali hanno fatto un blitz nella Tca, conclusosi con un sequestro preventivo di parte dell’area: l’azienda nega ogni responsabilità
I carabinieri forestali hanno fatto un blitz nella Tca, conclusosi con un sequestro preventivo di parte dell’area: l’azienda nega ogni responsabilità
I carabinieri forestali hanno fatto un blitz nella Tca, conclusosi con un sequestro preventivo di parte dell’area: l’azienda nega ogni responsabilità
I carabinieri forestali hanno fatto un blitz nella Tca, conclusosi con un sequestro preventivo di parte dell’area: l’azienda nega ogni responsabilità
I carabinieri forestali hanno fatto un blitz nella Tca, conclusosi con un sequestro preventivo di parte dell’area: l’azienda nega ogni responsabilità

Dalle scorie non nascono i fiori ma l’oro: oro strappato ai rifiuti, secondo una formula che ha fatto della Tca un gigante dell’industria aretina e che ora scatena un braccio di ferro. Da un lato l’azienda, dall’altro carabinieri forestali e procura, con l’Arpat a sostegno: scarti dai quali è ancora possibile ricavare oro appunto e altri metalli preziosi o rifiuti allo stato finale, perdipiù pericolosi e cancerogeni? È la domanda dalla quale nasce il blitz che ha portato al sequestro preventivo, senza interruzione del processo produttivo, di alcune porzioni dell’impianto di Castelluccio e dal quale dipende in parte il futuro dell’azienda, il terzo gigante dell’affinazione orafa, un miliardo e 200 milioni di fatturato 2021. I sigilli sono della sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri della procura, il decreto, il secondo in due anni, è firmato dal Pm Laura Taddei, già convalidato dal Gip Giulia Soldini, la stessa che appena tre mesi fa si era pronunciata in favore della Tca. Un intrico di carte insomma. Dieci indagati, tra cui alcuni esponenti del vertice dell’azienda e alcune figure guida dei settori coinvolti per lo stoccaggio delle scorie e le incongruenze emerse dai controlli rispetto alle autorizzazioni della Regione. Una storia che parte da quell’agosto 2020 che aveva portato a un nuovo corso nell’azienda, prima mossa una linea diversa proprio sul fronte delle lavorazioni e della loro compatibilità ambientale. A cominciare da una nuova fonderia dismettendo la vecchia. L’ok della Regione arriva sette mesi dopo, nel maggio del 2021. Uno dei nodi emersi ora è proprio quello di una tubatura della vecchia fonderia, collegata con la nuova. Secondo l’azienda era regolarmente chiusa: e i controlli lo hanno riscontrato. Ma per chi ha eseguito quei controlli era potenzialmente ancora attivabile in pochi minuti. Anzi, secondo gli inquirenti, ci sarebbero indizi che in alcuni casi la ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?