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7 mag 2022

Schwazer ai ragazzi "Seguite le passioni"

All’Isis Benedetto Varchi l’incontro col campione olimpico che ha presentato il volume "Dopo il traguardo"

L’atleta altoatesino è intervenuto all’assemblea di istituto per presentare il suo libro «Dopo il traguardo»
L’atleta altoatesino è intervenuto all’assemblea di istituto per presentare il suo libro «Dopo il traguardo»
L’atleta altoatesino è intervenuto all’assemblea di istituto per presentare il suo libro «Dopo il traguardo»

MONTEVARCHI

"Seguite le vostre passioni, a prescindere dai risultati". È questo il messaggio che Alex Schwazer ha voluto lanciare agli studenti dell’Isis Benedetto Varchi. L’atleta altoatesino è intervenuto all’assemblea di istituto per presentare il suo libro "Dopo il traguardo", evento organizzato dall’Unione Nazionale Veterani dello Sport e dal coordinamento di Libera del Valdarno, in collaborazione con il Comune di Montevarchi. Assieme a lui Alessandro Donati, l’allenatore di atletica simbolo della lotta al doping a cui Schwazer affidò il suo percorso di riscatto dopo la prima squalifica avvenuta poco prima di Londra 2012. Una storia di ingiustizie quella del marciatore, che nonostante l’archiviazione del procedimento penale a suo carico, lo vede ancora escluso da qualsiasi competizione.

"Racconto ben volentieri le mie esperienze, magari possono essere utili a qualcuno – ha spiegato il campione Oro olimpico a Pechino 2008 – Voglio dire agli studenti di seguire innanzitutto la propria passione, che è sempre la cosa più importante a prescindere dai risultati. E di fare attività sportiva con spensieratezza finché possono, perché quando cresciamo e diventiamo adulti ci riduciamo ad avere come unico obiettivo solo il risultato". Gli studenti si sono preparati all’incontro studiando la storia del campione, i suoi alti e bassi, l’ascesa e la caduta di un fenomeno, che non si sarebbe rialzato senza il sostegno di Donati. "Schwazer è un atleta estremamente dotato a cui poteva essere evitata quella positività dopo le Olimpiadi di Pechino – ha affermato Donati – Sarebbe bastato stargli vicino e accompagnarlo in un periodo di depressione e di confusione. Ciò non annulla le sue responsabilità, però spiega che attorno ci sono state responsabilità di altri".

F.T.

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