Omaggio a Poli. Il racconto di Strabioli

Questa sera al teatro di Castiglion Fiorentino va in scena "Sempre fiori mai un fioraio!".

Omaggio a Poli. Il racconto di Strabioli
Omaggio a Poli. Il racconto di Strabioli

Riparte la stagione del Teatro comunale Mario Spina di Castiglion Fiorentino, con la direzione artistica dell’Associazione CapoTrave Kilowatt, diretta da Lucia Franchi e Luca Ricci. Questa sera alle 20,45 Pino Strabioli porta in scena "Sempre fiori mai un fioraio! Omaggio a Paolo Poli". Lo spettacolo nasce dal libro omonimo, edito da Rizzoli, in cui l’autore ricorda le conversazioni avute con Paolo Poli durante una serie di pranzi trascorsi nello stesso ristorante, alla stessa ora, nell’arco di due anni. Una serata dedicata al pensiero libero, all’irriverenza, alla profonda leggerezza di un genio che ha attraversato il Novecento con la naturalezza, il coraggio, la sfrontatezza che lo hanno reso unico e irripetibile.

Pino Strabioli è regista teatrale, attore e conduttore televisivo e radiofonico. Ha iniziato a lavorare in teatro, sia come attore che come regista, nel 1986, poi ha esordito in televisione nel 1992 a Telemontecarlo e nello stesso periodo ha iniziato a collaborare con Rai 1. Giovedì 29 febbraio, alle 20,45, la stagione dello Spina prosegue con Antonella Attili, Giorgio Colangeli e Luisa Merloni, saranno diretti da Luca Ricci ne Le volpi. Nell’ombra di una sala da pranzo, in un’assolata domenica di agosto, si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro. Davanti a un vassoio di biscotti vegani, si stringono e si sciolgono accordi, si regola la maniera migliore di distribuire favori e concessioni. In cartellone mercoledì 20 marzo, alle 20,45, Barabba con Michele Schiano di Cola, scritto da Antonio Tarantino e diretto da Teresa Ludovico. Conclude la programmazione, martedì 30 aprile, alle 20,45 Capolinea, di e con Nicola Rignanese e Roberto Galano. Due attori molto diversi tra loro, figli della stessa terra, per i quali il desiderio di andare e quello di tornare si fondono con quello dei personaggi dello spettacolo, unendo e confondendo speranza e disillusione, fiducia nel futuro e resa incondizionata. In questa altalena di identità la pièce, liberamente ispirata a "Sunset Limited" di Cormac Mc Carthy, viene completamente riscritta, immergendo attori e spettatori dentro i temi della realtà quotidiana nei quali chiunque può riconoscersi.