L’Arena di Janine pronta in primavera. E si lavora per allargare il borgo

"Servono più alleati per aumentare gli spazi". Gli alpini impegnati nel cantiere

L’Arena di Janine pronta in primavera. E si lavora per allargare il borgo

L’Arena di Janine pronta in primavera. E si lavora per allargare il borgo

"A primavera inaugureremo l’arena di Janine, la sua Janine" Franco Vaccari scandisce la frase che rimanda al racconto di Liliana Segre, all’orrore dei lager nazisti dove solo per un istante quel soldato ha deciso di mandare la sua amica Janine da una parte e Liliana dall’altra. Janine è andata nella camera a gas, Liliana si è salvata. Il valore della memoria e la forza di ciò che la senatrice a vita ha patìto è un patrimonio prezioso su cui riflettere per non ricadere negli errori del passato. Rondine sta costruendo un nuovo spazio di confronto e dialogo, nel borgo alle porte di Arezzo. Al lavoro ci sono gruppi di alpini, arrivati da tutt’Italia. "Hanno donato diecimila ore del loro lavoro al Papa che le ha destinate a Rondine", spiega il presidente Franco Vaccari. La speranza, forse qualcosa in più nella Cittadella della pace, è che Liliana Segre possa essere presente. Si progetta il futuro pensando anche ad espandere la capacità di accoglienza, "perchè abbiamo richieste crescenti ogni anno".

Si va avanti con l’entusiasmo che da venticinque anni alimenta Rondine, ma servono "nuovi alleati, oltre ai tanti che ci supportano, anche per incrementare le borse di studio. Insieme dobbiamo investire sui giovani. È un dono e un investimento su un futuro possibile: l’unico per spezzare l’odio e riattivare le ragioni del dialogo".

Oggi i ragazzi di Rondine sono trenta, ma l’obiettivo è salire a quaranta.