AREZZO
Cronaca

La rabbia degli agricoltori: "Troppi cinghiali, ora basta"

In centinaia da Arezzo alla manifestazione Coldiretti davanti alla Regione. Un allevatore: "C’è il rischio della peste suina. Necessari gli abbattimenti".

La rabbia degli agricoltori: "Troppi cinghiali, ora basta"

La rabbia degli agricoltori: "Troppi cinghiali, ora basta"

di Gaia Papi

"Di giorno in giorno cresce la paura per la peste suina, ormai arrivata alle porte della Toscana". Una preoccupazione che attanaglia gli allevatori anche aretini, fra questi c’è Gabriele Conticini dell’azienda agricola Poggio Pereta a Partina che alleva maiali allo stato brado, ieri a Firenze a manifestare sotto le bandiere di Coldiretti. "La convivenza con gli animali selvatici è diventata molto difficile. Due i principali ordini di problemi: i cinghiali distruggono le coltivazioni destinate a sfamare i miei animali, e poi sono portatori della peste suina. Il virus africano, che non si trasmette all’uomo, ma di cui i cinghiali sono il principale vettore, è altamente contagioso e spesso letale per gli animali". La normativa "prevede l’abbattimento dell’intero allevamento anche in caso di un solo animale infetto" spiega Conticini. Le conseguenze "sarebbero pesantissime dal punto di vista sanitario, economico, sociale ed ambientale – ha spiegato la presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani durante la manifestazione di protesta – Siamo costretti a rincorrere perché è mancata del tutto la prevenzione: abbiamo lasciato che i cinghiali proliferassero indisturbati". E intanto, nella speranza che il virus venga arginato, coltivatori e allevatori sono costretti ad applicare le regole "che, oltre a lasciare il tempo che trovano, hanno un costo. Come i doppi recinti, pensate che per la mia azienda di 20 ettari, sono stati necessari chilometri di recinzione, costati migliaia di euro" spiega.

"Siamo imprenditori e come tali l’obiettivo è fare business, ma non lo vogliamo fare attraverso i contributi pubblici a rimborso per danni, ma attraverso il nostro lavoro" continua l’allevatore. "Cosa chiediamo quindi? Di mettere in atto tutte le normative che al livello nazionale e regionale sono già state pensate. La politica ha già fatto un pezzettino, ora deve convincere i burocrati a mettere in atto forme di contenimento".

Un problema che per ora non trova argine: "Coldiretti è la terza volta che scende in piazza, ma dall’ultima protesta, qualche anno fa, la situazione è precipitata. Ora non si può più aspettare". È il grido dei 4 mila tra agricoltori ed allevatori di Coldiretti che davanti alla sede della Regione hanno rinnovato l’allarme. "Sono oltre 400 mila in Toscana gli animali a piede libero diventati un’emergenza".