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12 mag 2022

"La chiesa è piena, la casa era vuota" L’estremo appello: "Pensate ai vivi"

Anche dopo la morte spiazza tutti con un testo di poche righe. "Vi avrei voluto con me quando ero malato"

"Signori che oggi siete in chiesa per il mio funerale...": Walter De Benedetto è in quella cassa color cielo, portata a spalla dagli amici. Ma per l’ennesima volta spiazza tutti. E si prende l’ultima parola. Lui, morto quasi paralizzato da una grave malattia degenerativa, accusato e per fortuna assolto dal reato di spaccio per nove piantine di marijuana che usava contro il dolore.

Si prende l’ultima parola, anche se in chiesa ci sono un ministro, Fabiana Didone, il presidente del Corecom Enzo Brogi e gli alfieri della battaglia per la droga terapeutica. "Attaccatevi ai vivi, signori che siete in chiesa". Un amico, il suo miglior amico legge le poche righe del messaggio. Che De Benedetto avrà scritto o dettato forse immaginando, con quel filo di ironia che non lo abbandonava mai, l’effetto che avrebbe avuto.

Forse perfino divertendosi alla sua ultima spallata. "Dimostrate il vostro amore per coloro che amate mentre sono ancora con voi, in questa vita e sotto questa forma". Come dicesse: è un po’ troppo tardi per quello che ho vissuto io, non lo è per chi verrà.

"Oggi la chiesa è piena, siete in tanti qui per me": in realtà non è così, chi conta c’è e in largo anticipo ma la navata non è affatto piena e da questo punto di vista forse è Walter stavolta a rimanere spiazzato. Non immaginando che le divisioni della vita possano prolungarsi anche oltre. "Ma io ho vissuto la mia malattia, per lo più, immerso nella sofferenza della solitudine, la sofferenza più grande, che nessun farmaco può curare. Si! Avrei preferito una chiesa vuota oggi e avervi incontrati per un’ora nella mia stanza, a parlare con me quando ancora ero in vita".

Parole che Stefano Nocenti, il suo amico più fedele, legge con un groppo in gola. "Walter mi ha sempre chiesto di parlare a nome suo al funerale e di portare a tutti un messaggio. Per me è stato l’ultimo insegnamento". E forse non solo per lui.

A.P.

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