GAIA PAPI
Cronaca

In piazza per i cinghiali. La rabbia verso Firenze

Centinaia di agricoltori aretini oggi saranno alla manifestazione di protesta "Siamo assediati, in tanti hanno abbandonato i campi per i danni e le perdite" .

In piazza per i cinghiali. La rabbia verso Firenze

In piazza per i cinghiali. La rabbia verso Firenze

Oggi ci saranno anche gli agricoltori aretini a Firenze per urlare: "Basta cinghiali e fauna selvatica incontrollata. La misura è colma". Gli agricoltori tornano in piazza con un grande presidio targato Coldiretti per denunciare con forza l’emergenza fauna selvatica che sta falcidiando le aziende favorendo l’abbandono dei terreni e lo spopolamento di molte aree della campagna e delle nostre montagne. Una decina gli autobus che partiranno dalla provincia per chiedere un intervento alla Regione. "Raggiungono i 670 mila euro i danni causati dalla fauna selvatica denunciati dagli agricoltori aretini tra il 2021 ed il 2022, di cui 564 mila imputabili ai soli cinghiali" fanno sapere da Coldiretti. In pratica l’83% dei danni deriva dalle scorribande dei cinghiali, poi a scendere caprioli, daini, cervi e storni. Valori che raccontano in parte, forse solo per metà, la vera entità del problema, questo perché "negli ultimi anni gli agricoltori non denunciano più, stanchi per la mancanza di risorse in grado di ricompensare le ingenti spese" spiega la presidente di Coldiretti Arezzo, Lidia Castellucci.

"Perdita di produzione, senso di sfiducia dilagante, molti agricoltori decidono di lasciare i campi, con tutto quello che ne consegue". Il problema "non risparmia angolo della nostra provincia. Nell’alta Valtiberina ogni giorno gli agricoltori devono provvedere a sistemare i pascoli distrutti; ad Arezzo devono essere recintate le vigne, i campi di grano, girasole, granoturco, ortaggi. I muretti a secco intorno agli uliveti sono distrutti". E ancora: "Gli allevatori di maiali tremano per la peste suina africana che incombe sulle imprese della trasformazione e sul turismo e che si trasmette tra animali". Insomma "nelle nostre campagne c’è un numero esagerato di cinghiali. In Toscana, secondo i dati della Regione, scorrazzano liberamente 400 mila ungulati: 200 cinghiali, 160 mila caprioli, 7 mila daini e 6 mila cervi. Siamo i primi ambientalisti, ma chiediamo che vengano riportati ad un numero giusto che garantisca la convivenza con l’uomo" continua Castellucci. "Senza contare gli incidenti stradali che causano". Non si tratta di un problema recente, "Ci conviviamo da almeno venti anni. Il motivo? Duplice: da una parte le istituzioni non hanno mai messo in atto provvedimenti adeguati; dall’altra la diminuzione dei cacciatori. Così facendo se ne è perso il controllo. Molti animali si rifiugiano nelle aree protette, penso a Casentino e Valtiberina, poi escono e vanno a rifocillarsi nei campi. Chiediamo quindi un piano straordinario alla Regione" conclude Castellucci.