Il voto va dietro la lavagna. Stop ai seggi nelle scuole. Avanti palestre, Cas e teatri

Il Governo chiede sedi alternative per non interrompere più le lezioni. Ecco il piano di sostituzione della giunta: parte dalle europee, arriva al 2026.

Al Giotto votavano in una scuola, la Tricca, e ora gli elettori sfilano, forse in scarpette, al campo di atletica. Alla Gamurrini niente più classi ma addirittura un’università. Ora, avanti con teatri tenda, centri di aggregazione, sale prova di orchestre. È il voto, la spina dorsale della democrazia e va avanti a tutto ma non proprio a tutto. Perchè la linea indicata dal Governo con tanto di circolare interpretativa è quella di individuare, dove è possibile, sedi alternative alle scuole. Il motivo è semplice: evitare di interrompere le lezioni. Una mossa che getterà nella disperazione gli studenti, ma sul quale ormai non si transige. Ad Arezzo la giunta in uno dei suoi ultimi atti di indirizzo ha messo tutto nero su bianco. Compresa la difficoltà, di pescare qua e là sedi alternative. Come per gli elettori abituati a votare alla Sante Tani, poco distante dal Gattolino: un’alternativa ancora non c’è e anche per questo la scelta scivola alle elezioni del 2025 o addirittura del 2026.

E così a Staggiano, dove per ora l’idea è chiedere aiuto alla parrocchia ma le bocce sono in movimento. E anche per loro la porta del cambiamento non si aprirà per le europee di giugno ma solo per le consultazioni successive.

Qua e là, invece, la rivoluzione è immediata. Gli elettori di Rigutino ripiegheranno sui locali del centro di accoglienza. Stessa linea a Giovi. Chi, invece, deponeva la scheda negli spazi del Margaritone, il grande professionale ai margini di via Fiorentina, ora dovranno puntare sul teatro tenda: in fondo basta attraversare la passerella pedonale che divide il quartiere con il piazzale dell’ex Ipercoop, già sfruttato come sede straordinaria di vaccinazioni Covid. Gli elettori della zona nord, intorno alla Catona, continueranno ad andare nella struttura della scuola ma al piano terra, riservato alle prove della Filarmonica Guido Monaco. Da Ceciliano tutti nella sede della ex circoscrizione, chiusa da anni. Per chi votava alla Pio Borri, a Porta Trento e Trieste, le ipotesi sono due: o il bocciodromo o i locali della palestra annessi alla scuola, ma il nodo sarà sciolto prima di giugno.

Discorso diverso a Tortaia: tra le ipotesi c’è un altro teatro, Il Mecenate, ma il Comune si è preso tempo fino al 2025. Così come a Pescaiola, anche se la scelta è già caduta sul Cas, il centro di aggregazione. Tutto fatto a Pratantico, destinazione centro sportivo, così come alla Chiassa Superiore e a Santa Firmina, a Palazzo del Pero in favore del Cas, la stessa linea di Indicatore, Puliciano e San Giuliano. Si tratterà di verificare che lo spostamento delle sezioni possa essere integrale. Il ministero nella circolare indica la preferenza per locali pubblici ma senza chiudere la porta a quelli privati, con la garanzia di un uso esclusivo dai giorni preparatori al completamento dello scrutinio. La circolare vieta sedi di organizzazioni sindacali o di partiti, caserme e anche chiese o canoniche. Il sacro e il profano non possono incrociarsi, neanche nell’urna.

LuBi