Banche, proteste in piazza
Banche, proteste in piazza

Arezzo, 15 marzo 2019 - E’ un cambioO di stanza allo stesso piano del palazzo di giustizia: da un lato la sezione penale, nel quale il giudice Angela Avila ha prestato servizio finora, dall’altro l’ufficio Gip in cui la magistrata perugina ma di origini siciliane è stata applicata per sei mesi, a partire da ieri, giorno nel quale ha presieduto la sua prima udienza. Ma innesta comunque un effetto domino, con la sentenza della Truffa Etruria che slitta di sei mesi, a settembre.

Tanto è bastato per scatenare l’attenzione di Daniele Pesco, deputato Cinque Stelle e presidente della commissione bilancio, che il nome del giudice non lo fa mai, ma che chiaramente a lei si riferisce: «Poco prima della sentenza prevista per il 21 marzo che avrebbe dovuto decidere il processo per truffa a carico di 13 dirigenti di Banca Etruria il magistrato è stato spostato all’ufficio Gip». Sufficiente per far temere a Pesco il rinvio che effettivamente avviene: «Non vorremmo che questa decisione determinasse il rinvio di una sentenza attesa da centinaia di risparmiatori».

E davvero se ne riparlerà a settembre, quando il giudice Avila, rientrata nei ranghi del penale dll’ufficio Gip, deciderà se gli imputati di cui il Pm Julia Maggiore ha chiesto la condanna sono colpevoli o no. Cosa succede? Molto prosaicamente, come La Nazione aveva ricostruito qualche settimana fa, lo spostamento di Angela Avila è l’indice di una drammatica scopertura di organico all’interno del tribunale.

Giampiero Borraccia, il Gip che aveva condannato i big accusati di bancarotta, un altro dei filoni dell’infinito caso Etruria, ha chiesto e ottenuto il trasferimento in corte d’appello e allo stato attuale non c’è nessun altro altro giudice oltre ad Avila che abbia i requisiti per prendere il suo posto. L’incarico è peraltro provvisorio, perchè nei prossimi mesi dovrebbero arrivare a Palazzo di giustizia almeno due magistrati, di cui uno di prima nomina, per coprire i vuoti della sezione penale.

Se almeno uno dei due avesse i titoli per fare il Gip, la giudice perugina tornerà al suo posto d’origine e potrebbe anzi essere integrata in corsa nel collegio che processerà gli altri 25 vip della bancarotta Bpel. Semmai, la provvisoria applicazione di Angela Avila all’ufficio Gip potrebbe determinare un ritardo nelle motivazioni della sentenza sul caso Martina, preannunciate per ieri ma per le quali la giudice si è presa altri novanta giorni.

Un tempo nel quale continua a decorrere la prescrizione di uno dei due reati che sono costati la condanna ad Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, la morte come conseguenza di altro reato. Intanto, Giulia Soldini, la più «anziana» per servizio dei giovani giudici arrivati da un paio d’anni alla sezione penale, guiderà il secondo collegio. Il primo resta affidato al presidente Gianni Fruganti.