"Ho bisogno di 30 operai, non li trovo" Manager si sfoga: "Mesi di ricerche"

Banelli guida l’azienda Mb elettronica con 330 dipendenti: "I genitori sbagliano, indirizzano i figli solo ai licei"

"Ho bisogno di 30 operai, non li trovo"  Manager si sfoga: "Mesi di ricerche"
"Ho bisogno di 30 operai, non li trovo" Manager si sfoga: "Mesi di ricerche"

di Lucia Bigozzi

Il numero trenta, sta diventando quasi un’ossessione. Trenta, come le persone da assumere entro dicembre perchè il lavoro cresce a ritmi velocissimi e "c’è bisogno di operai qualificati per far fronte agli ordini e rispettare i tempi di consegna", dice Roberto Banelli, al timone di Mb Elettronica, azienda che produce e progetta schede elettroniche per sistemi di sicurezza, informatica, trasporto ferroviario e settore medicale. Schede minuscole, indispensabili per far funzionare perfino i satelliti che l’industria aerospaziale italiana spedisce in orbita.

Il numero 30 ricorre nella storia recente dell’azienda di Camucia, quasi per uno strano scherzo del destino: sono 330 i dipendenti, ai quali se ne aggiungono altri 45 nello stabilimento di Milano. Il fatturato quest’anno si aggira sui cento milioni di euro, con un incremento del 50 per cento rispetto al 2022. Due milioni di schede elettroniche per oltre mille tipologie diverse, ogni anno escono dallo stabilimento aretino e prendono la via dell’estero (Germania, Olanda, Ungheria, Cina per il 16 per cento del fatturato) e dell’Italia.

L’ultima frontiera è lo spazio con la produzione di sistemi elettronici sofisticati per i satelliti che l’industria aerospaziale manda in orbita. E in questo settore, la formazione di tecnici e operai segue protocolli diversi dal resto dei reparti: "Si tratta di procedure che richiedono competenze molto specifiche", spiega Banelli. Le trenta nuove assunzioni, finora, sono rimaste nel cassetto della scrivania di Banelli che offre lavoro a "Operai specializzati in elettronica e informatici", ma fa i conti con adesioni che non arrivano oppure arrivano ma con il contagocce. Da imprenditore abituato a non mollare, Banelli ha un "piano B". In azienda "abbiamo istituito un’Academy finalizzata a selezionare i candidati, sopratutto se non hanno competenze. Un percorso di due settimane, utili per noi a capire se la persona ha le attitudini richieste, poi l’assumiamo e affiniamo la formazione secondo step precisi nei vari reparti ai quali viene destinato", sottolinea Banelli. E tuttavia, a proseguire il cammino in azienda sono solo 5-7 persone, "certamente insufficienti a coprire il nostro fabbisogno".

Il motivo della difficoltà a intercettare lavoratori pronti a firmare il contratto deriva in larga parte da ciò che accade nelle famiglie, è la chiave di lettura dell’imprenditore. "Se i genitori continueranno a orientare il percorso didattico dei figli soltanto verso i licei, il problema non verrà mai risolto. I ragazzi che si diplomano negli istituti professionali con indirizzo tecnico, sono troppo pochi rispetto alle richieste delle imprese che, oggi, soffrono la carenza di personale a fronte di ordini in costante aumento". È il paradosso del lavoro che c’è, ha ripreso a correre dopo la pandemia, e della mancanza di chi lo fa. Un paradosso che rischia di penalizzare la macchina produttiva del sistema economico; molte aziende aretine fanno fatica a trovare personale da assumere.

Il settore della ricerca e della progettazione è al centro degli investimenti di Mb Elettronica e Banelli lo sottolinea parlando dei prodotti già sul mercato e tra questi le centraline per le porte dei treni.

Rivendica un traguardo: la metà dei 330 dipendenti sono donne. "Lavorano al banco, saldano e sono più metodiche e precise degli uomini ai quali, invece, affidiamo compiti sui macchinari o per i collaudi". Nell’azienda fondata dal padre Francesco nel 1961, l’età media dei collaboratori è di trenta anni. Esattamente come i trenta lavoratori che, ironia della sorte, vorrebbe assumere ma non riesce a trovare.