"Due pozzi in Africa e un collegio". L’impegno di don Giuliano Faralli

Don Giuliano Faralli, parroco di Castiglion Fiorentino, andrà in pensione dopo 31 anni di sacerdozio. Continuerà a vivere nel paese e a svolgere il suo ruolo di prete, oltre a essere presidente di un'associazione benefica. Ha portato avanti numerosi progetti di aiuto in Sierra Leone e in Perù. Il suo impegno nel sociale è un punto di riferimento per la comunità.

"Due pozzi in Africa e un collegio". L’impegno di don Giuliano Faralli
"Due pozzi in Africa e un collegio". L’impegno di don Giuliano Faralli

"Con l’associazione Solidarietà in Buone Mani Onlus continueranno i nostri progetti con le scuole in Sierra Leone, dove costruiremo anche due pozzi, mentre in Perù abbiamo "alzato" di un piano il collegio dove adesso verrà costruito una sorta di salone polivalente per insegnare la musica ai più giovani". A dircelo è Don Giuliano Faralli, parroco delle parrocchie di Castiglion Fiorentino di San Biagio a Montecchio Vesponi e di San Miniato a Pievuccia, che andrà in pensione il prossimo 6 aprile, dopo 31 anni di sacerdozio nel territorio castiglionese dove negli anni si è cementificata un bellissimo legame, una vera e propria amicizia, con i parrocchiani ma in generale con tutti i castiglionesi. "Devo dire che sono state due comunità con cui mi sono trovato benissimo, come anche quelle in Casentino dove ha avviato la sua professione", ci racconta Don Giuliano che anche quando lascerà il testimone a Don Sabet Youhanna, nominato da Vescovo Andrea Migliavacca come nuovo parroco settimana scorsa, continuerà a vivere nel paese della Torre del Cassero. A Castiglioni continuerà ancora a fare il prete, "sarò una sorta di jolly", ci dice scherzando; oltre che a continuare la sua attività come presidente del Gruppo Storico e della Onlus Solidarietà in Buone Mani con la quale, d’accordo con il Vescovo continuerà la sua attività con l’associazione di cui è presidente dal dicembre 2007, quando morì il fondatore Padre Buresti.

Negli anni sono tanti i progetti portati avanti da Don Giuliano: da quelli iniziati in Africa da Fabrizio Meoni a quelli con Leonardo Pieraccioni che ogni anno è ospite di qualche iniziativa. I progetti e gli aiuti verso il prossimo non sono mai mancati ed è per questo che la figura di Don Giuliano è ormai un punto di riferimento per i castiglionesi e la vita delle associazioni del territorio, "le opere non si fanno solo con le grandi cifre ma anche mettendo insieme i piccoli gesti, con le gocce si fa un oceano", ci dice. Nel 2024 è in programma un viaggio in Sierra Leone, l’ultimo dei tanti. "Il ricordo più bello? Difficile da dire, tra Perù e Sierra Leone, sono tutte soddisfazioni quando realizzi opere, che sia un pozzo o una scuola, che trasformano e aiutano un popolo, tutte danno gioia".

Luca Amodio