Uno spartito musicale (Foto di repertorio Ansa)
Uno spartito musicale (Foto di repertorio Ansa)

Arezzo, 14 maggio 2019 - «Ho perso la pazienza». Non si sottrae il professore di musica denunciato dalla famiglia di uno studente, pur se fa rientrare tutto in una dimensione certamente meno drammatica.

Cosa è successo in aula?
«Stavo facendo lezione in seconda media, il ragazzino che doveva suonare la chitarra non era al suo posto. L’ho richiamato più volte, ma niente da fare. Anzi, mi ha risposto in malo modo».

E lei ha reagito...
«In realtà il mio gesto voleva essere semplicemente scherzoso, ho afferrato il cappuccio della sua felpa».

Ma non è andata liscia...
«Lui si è buttato per terra, io l’ho trascinato lentamente fino alla sua sedia».

Ci sono sette giorni di prognosi per la guarigione e una denuncia, c’è di mezzo un ragazzino di 13 anni. Se lo aspettava un esito del genere?
«Non me lo aspettavo e potessi tornare indietro non rifarei nulla di tutto ciò, ma ripeto che non è stata un’aggressione e che tutto era iniziato in modo scherzoso».

Ha problemi con quella classe?
«Non direi anche se quell’alunno ha da un anno e mezzo un atteggiamento sbagliato. E’ bravissimo, intelligentissimo ma considera zero la mia materia e ne deriva un motivo di danno per tutti».

Aveva fatto presente questa situazione?
«Sia in consiglio di classe che agli stessi genitori del ragazzo che tra l’altro avevo avuto come allievi vent’anni fa. C’era dunque conoscenza, dialogo, con loro ci diamo del tu. Vedete, io insegno musica da 33 anni e non mi era mai capitata una cosa del genere nonostante varie volte siano capitate in passato classi difficili. Aggiungo una cosa».

Faccia pure...
«Sono insegnante anche nella classe a fianco e lì tutto va benissimo. Giusto per dire che non sono un mostro».

Come spiega l’accaduto?
«L’ho già detto, ho perso la pazienza anche a causa di un periodo di stress che sto vivendo per questioni personali. Non vuole essere una scusa, voglio però contestualizzare i fatti».

Come si sente nell’affrontare questa situazione?
«Non bene. Dovete anche considerare che ho un figlio e un padre anziano che accudisco. Mi dispiace che si creino problemi anche per la mia famiglia. Senza considerare la scuola».

Che vuol dire?
«Anche per la scuola non è piacevole l’ondata mediatica che si sta scatenando».

Cosa intende fare adesso?
«Mi rivolgo all’avvocato di fiducia per tutelare trent’anni di onorata carriera».