Il presidente  della Regione  Enrico Rossi
Il presidente della Regione Enrico Rossi

Arezzo, 22 novembre 2018 - Parla il governatore Enrico Rossi, parla di Arezzo Fiere nel giorno in cui in consiglio regionale si dibatte del futuro dell’aeroporto fiorentino. La domanda secca posta a Rossi è la seguente: ha avuto modo di seguire la bagarre tra Arezzo Fiere ed il Comune? «E perché ci dovrei mettere il dito io», ha risposto quasi sorpreso. Il perché è presto detto: la Regione ha una quota di quasi il 40% nella società fieristica e quindi un peso specifico decisamente importante.

Ancora Rossi: «Non voglio entrare nel merito, l’ho già detto quando sono venuto ad Arezzo. Sono convinto che bisogna tenere e sviluppare». «Arezzo - ha detto ancora Rossi - trova nella Fiera, su cui la Regione ha investito molto, un punto importante che valorizza la città». Quanto al lavoro finora svolto. «Meglio si può sempre fare anche se non intendo intromettermi: ma ho visto che si è provato a mettere in piedi tante iniziative. Dopodiché a noi ci interessa che l’esperienza continui e che la Fiera sia uno dei punti di forza».

Non manca la nota polemica: «Noi ci abbiamo investito molto, se anche altri investissero quanto abbiamo investito noi, probabilmente...». E ci lascia così, un po’ in sospeso, ma con un messaggio che lascia spazi ad un dibattito che continuerà ad animare la città. Il polo fieristico, aldilà delle polemiche politiche, è un patrimonio importante per l’economia cittadina, è un motore che ha tutti gli ingranaggi per essere protagonista nel centro Italia. Oggi, su tanti altri settori che abbiamo ricordato in questi giorni, sono mutati i rapporti di forza in virtù dei nuovi scenari politici.

Anche dentro la cabina di comando, il cda di Arezzo Fiere, il Comune ha un peso specifico più forte in virtù di una probabile comunione di intenti con la Provincia. E anche la Camera di Commercio, dopo la celebrazione del matrimonio con Siena, potrebbe giocare nel futuro un ruolo importante rispetto agli equilibri del polo. Tutto è nato da una scintilla in consiglio comunale, un’interrogazione sullo spostamento di data di Oro Arezzo. Si sa, in politica spesso basta poco o quasi nulla a far esplodere una polemica che covava ormai da tempo.

Arezzo Fiere aveva detto il sindaco «non dimostra l’efficienza che ci aspettavamo. Fin dal 2015 avevo sollevato la questione, creando un certo scalpore, poi negli anni a seguire ho mantenuto un profilo discreto registrando tuttavia che le condizioni sono andate peggiorando». E il giorno dopo tuonò Boldi dopo aver fatto il punto sui conti: «Dall’insediamento di Alessandro Ghinelli mi sono dovuto confrontare con una realtà nuova ed imprevedibile: un socio che pareva e pare avere come unico obiettivo non gli interessi della città di Arezzo, e quindi della Fiera».

E poi c’era la questione sui debiti vantati dal Comune rispetto all’Imu non versata e il sindaco chiedeva «l’acquisizione dell’auditorium esistente a scomputo del nostro credito fiscale».