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13 mag 2022

Casa famiglia che chiude, Santi: "Che farò da solo?"

L'82enne da un paio di anni vive nella struttura: "Qui ho trovato tanti amici". La richiesta della proroga sul tavolo dell'ufficio ambiente

angela baldi
Cronaca
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santi

Arezzo, 13 maggio 2022 - Sono vedovo, ho 82 anni non ho figli, cosa ci faccio a casa da solo? Qui ho una seconda famiglia”. Parola di Santi Marzocchi, 82enne ospite della casa famiglia per anziani Armonia che lunedì 16 maggio rischia di chiudere. Il provvedimento si basa sul verbale della polizia municipale effettuato nei giorni scorsi dopo un sopralluogo che ha accertato la condizione non adeguata degli ospiti di Armonia, gestita da Casa di Lucia. A creare il problema il riconoscimento dell'accompagnamento da parte dell'Inps agli anziani. Un criterio che, per la normativa regionale, non sarebbe adeguato per l'inserimento in casa famiglia comportando la non autosufficienza.

“Non sono autosufficiente? In cucina è vero, da solo non so nemmeno come si fa un uovo in padella – dice Santi – invece di andare in rosticceria tutti i giorni e vivere in solitudine, 2 anni fa ho deciso di trasferirmi qui dove sto molto bene”. Santi, è vedovo da 13 anni e non ha figli, ha un’abitazione ma preferisce la compagnia di altre persone e la condivisione delle spese optando per la casa famiglia. Quando gli chiediamo se sa che da lunedì la struttura potrebbe chiudere, ha le idee chiare: “In Italia quando c’è qualcosa che funziona cercano di rovinare tutto, invece che incentivare iniziative del genere si mettono i bastoni tra le ruote. Dove dovremmo andare? Certo ho una casa, ma sarei solo. Guardiamo la tv insieme, si discute per il canale da seguire, ma io ho il monopolio del telecomando quando gioca l’Inter. Con gli altri ospiti litighiamo per tutto soprattutto a carte, ma è un modo per farsi compagnia. Ho fatto l’autotrasportatore per 40 anni, ho girato tutta l’Italia, con i tir trasportavo gpl prima da dipendente poi in proprio. Mia moglie è morta nel 2009, ho i miei fratelli ma ognuno ha la propria famiglia a cui pensare. Perciò questa è la soluzione migliore per me.

Con una pensione normale poi, non potrei permettermi un aiuto fisso per pulizia, cucina e per svolgere mansioni che alla mia età diventano pesanti. Così si dividono le spese e si sta insieme. Speriamo che la struttura non chiuda e si trovi una soluzione”. Nel frattempo sul tavolo dell’ufficio ambiente del Comune è arrivata la richiesta di proroga per 40 giorni avanzata tramite avvocato dall’amministratrice della struttura, un modo: “per cercare di allocare gli ospiti che in questo momento hanno comprensibili difficoltà”. La società che gestisce la casa famiglia per anziani farà ricorso al Tar, chiedendo anche la sospensiva del provvedimento e si è affidata a un legale: “il legislatore chiarisca di chi sono le competenze per decidere sull’autosufficienza e i criteri, o si rischiano interpretazioni soggettive”. Casa di Lucia ha la licenza per ospitare sotto forma di casa famiglia massimo 8 persone con un certo grado di autosufficienza. Definizione che lascia spazio a interpretazioni e si inserisce nelle pieghe della legge regionale. Il vice sindaco Tanti che martedì ha incontrato i familiari degli ospiti ha detto: "La legge non ammette alternative, sono mortificata sapendo che ai familiari non stiamo garantendo serenità”. Preoccupati i parenti che non sanno dove collocare i propri cari, un problema che con questa interpretazione potrebbe riguardare tutte le strutture simili.

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