Vigili del fuoco all'Archivio di Stato
Vigili del fuoco all'Archivio di Stato

Arezzo, 23 maggio 2020 - «Succede almeno una volta al mese» commentano i residenti dopo l’ennesimo falso allarme scattato all’archivio di stato. Ci sarebbe da sorridere se non fosse che lì dentro, un anno e mezzo fa, sono morte due persone tradite proprio dall’allarme: quella volta era scattato davvero e aveva rilasciato argon, il ga mangia-ossigeno, capace di uccidere in un istante Filippo Bagni e Piero Bruni.

Pochi giornifa, e questa è un’altra coincidenza, la procura aveva inviato a diciannove persone l’avviso di chiusura indagini per la vicenda che ha sconvolto un’intera città. Ieri, nel pomeriggio, nuovo soprassalto da piazza del Commissario con l’allarme che scatta e le sirene dei mezzi dei vigili del fuoco che si inerpicano per la città alta in mezzo a stupitissime persone rigorosamente in mascherina.

I vigili corrono a a verificare ma la tensione resiste soltanto per qualche minuto: non è è successo nulla, non ci sono pericoli, c’è soltanto l’ultimo falso allarme di una serie che non finisce più.

E a distanza di quasi due anni dalle due morti c’è da chiedersi: ma è mai possibile che non si riesca a far funzionare a dovere l’allarme di questo archivio?