Ambiente, una boccata d’aria fresca. Rapporto Arpat: l’acqua è così così

L’azienda regionale promuove la provincia: qualche problema sulle risorse idriche in Valdichiana

Ambiente, una boccata d’aria fresca. Rapporto Arpat: l’acqua è così così

Ambiente, una boccata d’aria fresca. Rapporto Arpat: l’acqua è così così

di Luca Amodio

AREZZO

Bene la qualità dell’aria, così e così le nostre acque: bene in Casentino, insomma in Valdichiana. Sul lato industriale irregolarità soprattutto nel settore dei rifiuti e della lavorazione dei metalli. E’ questo quanto messo nero su bianco sul rapporto Arpat 2023 sulla provincia di Arezzo.

Andando per gradi, una boccata di sollievo, in senso letterale (e non) per l’aria che respiriamo ad Arezzo. Secondo l’ultimo rapporto Arpat la concentrazione degli irritanti per l’apparato respiratorio non supera i limiti imposti dalla legge, nemmeno nelle zone più trafficate come quella della stazione di Arezzo. Il valore da non oltrepassare, ad esempio per il biossido di azoto, è di 40 microgrammi su metro quadrati che nei pressi della ferrovia rimane comunque stabile su 27. Diversa la situazione invece a Chitignano, altra zona monitorata dall’agenzia regionale, dove si può respirare a pieni polmoni visto che la presenza della sostanza è prossima allo zero.

Stessa storia per le polveri sottili che anche se presenti in misura maggiore tra le zone urbane, Acropoli e piazza Repubblica (le uniche due monitorate nella provincia) non raggiungono mai la soglia rossa di pericolo. Praticamente assenti nel verde di Chitignano. Stessa musica per le altre sostanze da attenzionare sull’aria, come ozono, benzene e monossido di carbonio: tutte sotto controllo. Unica brutta notizia per gli allergici alle graminacee la cui presenza in provincia è tutto sommato pervasiva, come testimoniano i tanti starnuti soprattutto tra maggio e agosto. Meno fastidiosi invece le altre famiglie allergizzanti.

Venendo alle nostre acque, lo stato ecologico - cioè la sua qualità biologica - dell’Arno è buona soprattutto nella zona dei sottobacini del Casentino mentre è peggiore nella parte sud, in Valdichiana, specie nell’Arno Elsa (a Castiglion Fiorentino) e nell’Arno Chiana (tra Marciano, Castiglioni e Arezzo).

Più o meno simile la situazione dei nostri fiumi dal punto di vista chimico: bene nelle acque casentinesi e in quelle del Valdarno non bene nella Val di Chiana, tra l’Ambra, l’Esse, il Mucchia e il Maestro della Chiana. Per quanto riguarda il Tevere qui la situazione cambia da zona a zona: generalmente, bene le caratteristiche chimico biologiche nella zona di Sansepolcro e Pieve Santo Stefano, non troppo bene tra Monterchi e Caprese. Ultima nota per Montedoglio: tutto ok lo stato ecologico e quello chimico.

Per quanto riguarda invece i sistemi produttivi, cioè gli impianti controllati (per la verità solo 17 quelli menzionati sul report) c’è da evidenziare le irregolarità riscontrate soprattutto nel settore dei rifiuti, tre aziende sanzionate, e nella trasformazioni dei metalli con due casi di irregolarità contestata.

Per concludere, una nota curiosa quella che si trova sfogliando il rapporto sul capitolo "agenti fisici:" troppo rumorose le attività industriali e commerciali del territorio sui dieci siti controllati ben sette sono stati sanzionati per il superamento della soglia consentita.