Perugia, 23 giugno 2015 - Una delle fotografie della bacheca raffigura un disabile in carrozzina prendere il bus: «Milioni di euro spesi per far salire di due gradini questi impediti. Che poi io mi chiedo, sempre fuori ad intralciare il traffico. Dove vanno?». Un’altra immagine mostra due ragazzi affetti dalla sindrome di Down. Anche qui, il commento è da brividi: «È inutile che facciate i capricci e che sbattiate i piedi. Non potrete mai avere i nostri stessi diritti e piaceri», si legge. Dopo esserlo stato in passato per altri gruppi di cattivo gusto, in questi giorni Facebook è tornato a far parlare di sé per una pagina che ironizza sugli handicap dei ragazzi.

Il titolo è tanto crudele quanto eloquente: «Marciapiedi rovinati dalle discese per i disabili». Il gruppo, nato da poco più di una settimana, ha raccolto oltre 1.200 iscritti. Ignoti i fondatori e gli amministratori, che motivano l’apertura della pagina in questo modo: «Diciamo basta alle discese per disabili, non fanno che rovinare la bellezza delle strade, inciampare mentre si cammina, sprecare spazio per i parcheggi». Come se non bastasse, a completare l’orrore ci sono barzellette che deridono chi ha perso un arto in un incidente. Immediate le reazioni del web, ma anche quelle delle associazioni umbre. Dura la presa di posizione di Stefano Babucci, presidente dell’Opera nazionale mutilati e invalidi civili dell’Umbria: «E’ un fatto vergognoso, che mi lascia sgomento. Spero che quanto prima possano essere presi provvedimenti perché va bene la libertà di espressione, ma questa volta si è superato il limite».

Come fotocopertina della bacheca viene raffigurata una persona che prende a calci un disabile in carrozzina. Ed è solo l’inizio. Scorrendo la pagina l’incredulità lascia spazio alla rabbia. «Mi auguro che sia solo una trovata a fini pubblicitari – prosegue Babucci – perché se così non fosse sarebbe di una gravità inaudita. E voglio sperare che anche gli oltre mille ‘mi piace’ cliccati siano stati acquistati dagli amministratori attraverso i servizi a pagamento di Facebook. Prendersela con chi è costretto tutti i giorni a far fronte a barriere architettoniche e degrado degli spazi pubblici è quanto di più ignobile si possa fare. Le condizioni dei marciapiedi nelle nostre città – aggiunge il presidente dell’Onmic Umbria – sono sotto gli occhi di tutti e le discese o le pedane citate nella pagina il più delle volte mancano con tutte le difficoltà conseguenti per i portatori di handicap».

«L’unica nota positiva – conclude Babucci, che annuncia di voler denunciare il caso alla polizia postale – è che tra gli svariati commenti di sdegno pubblicati ce ne sono tantissimi che forniscono indicazioni per segnalare la pagina a Facebook e farla chiudere. Con la speranza che ciò possa avvenire quanto prima».

Daniele Cervino