Bocca di Magra (La Spezia), 10 ottobre 2017 - Lo yacht a vela, lungo 12 metri, il 4 ottobre scorso aveva lasciato Bocca di Magra per far rotta verso Golfo Aranci; a bordo c’erano il neoarmatore e un marinaio, entrambi ucraini. La barca dal 7 ottobre è alla deriva nel Mar Tirreno centrale dopo il recupero dei naufraghi travolti da una tempesta. Un’esperienza terribile, ma comunque a lieto fine. Una forte maestralata, all’altezza delle Bocche di Bonifacio, aveva strappato le vele e l’antenna della radio Vhf; anche il motore, per effetto dello sballottamento, era andato fuori uso. A dare l’allarme e ad innescare i soccorsi era stata la moglie dell’armatore dopo il mancato arrivo dello stesso, a Golfo Aranci, il 6 ottobre. Le ricerche – che hanno visto all’opera la Guardia Costiera e anche il team del porticciolo di Marefun dove la barca era attesa - sono state orientate da alcuni messaggini sms lanciati dall’armatore al titolare del marina, all’orquando il telefonino aveva copertura. Questa poi, con l’allontanarsi dello scafo dalla costa, era venuta meno. Di qui le difficoltà di localizzazione. Comunque poi centrata, a circa 35 miglia a sud Est di Tavolara. Lì è stato effettuato il recupero dei naufraghi su un gommone della Marefun; da questo sono stati trasbordati su una vedetta della Guardia Costiera; lo yacht ha continuato così a vagare; vento e correnti lo stanno spingendo verso la costa laziale; diramato l’avviso per il pericolo che lo stesso costituisce alla navigazione.

Corrado Ricci