Vezzano, 31 dicembre 2017 - Le indagini dei Carabinieri della compagnia di Sarzana su di lui duravano da quasi un anno, quando all’inizio di febbraio nel corso di un controllo nella sua abitazione l’avevano trovato in possesso di 25 grammi di cocaina mentre era assieme ad una ragazza di colore che è stata poi scagionata. A quel punto nei confronti di F. P., 56 anni, residente a Castelnuovo Magra, ma domiciliato a Vezzano Ligure è scattata la denuncia da parte degli uomini dell’Arma  di  Sarzana, capitanati dal comandante della compagnia, il capitano Federico Silvestri, ma anche  una serie di indagini sulla sua attività  fatte di appostamenti, pedinamenti e  controlli.

I militari hanno raccolto un voluminoso dossier  trasmesso alla Procura della Repubblica della Spezia, attraverso il quale gli investigatori  avrebbero ricostruito l’attività di detenzione di droga finalizzata allo spaccio. Quindi  l’altra mattina è scattato l’ordine di custodia cautelare da parte della magistratura e che i carabinieri hanno subito eseguito. Quando gli uomini dell’Arma sono arrivati nell’abitazione  di Vezzano dove risiedeva  per  l’esecuzione dell’ordine di arresto, nel corso delle perquisizioni effettuate nei locali nella disponibilità del 56enne hanno trovato 35 grammi di cocaina e una piccola quantità di marijuana oltre ad un bilancino di precisione e  il materiale usato per il confezionamento delle dosi.

Nell’abitazione  c’era anche un extracomunitario, fra l’altro noto alle forze dell’ordine, clandestino e di conseguenza denunciato all’autorità giudiziaria. Per F. P. invece si sono aperte le porte del carcere. Ieri mattina l’uomo, assistito dai suoi legali di fiducia, l’avvocato Francesco Vetere e Riccardo Ragusa è comparso davanti al giudice Federico Garofalo (pm Alessandro Casseri) per l’udienza di convalida relativa al ritrovamento della cocaina durante la perquisizione dell’altro ieri.  Il giudice gli ha concesso gli arresti domiciliari con bracialetto elettronico. L’uomo resta però  in carcere  visto che deve rispondere dei reati alla base dell’ordine di custodia cautelare e per questa vicenda sarà ascoltato lunedì dal Gip Marta Perazzo. La linea difensiva da arte degli avvocati Vetere e Ragusa è che gli stupefacenti in possesso di Palmieri erano per uso personale e per organizzare feste.

C.G.