Pontedera, 16 giugno 2017 - «Non c'è nessun caso mortadella». Risponde così la preside dell’istituto Pacinotti, Loredana Russo, il giorno dopo il racconto dei tre giorni che la scuola ha organizzato al centro sportivo la Bellaria. «Sono state tre giornate distinte – precisa la dirigente – il 10 maggio c’è stato l’evento L’era del ciclo poi l’11 e il 15 Sport in Bellaria. La merenda è stata offerta dalla Bellaria e quando ci è stata data la schiacciata con la mortadella sono state le insegnanti a preoccuparsi di togliere il salume dalla merenda data ai bambini musulmani. Non abbiamo negato niente a nessuno. E nessuno dei genitori si è lamentato. Sono state delle giornate meravigliose e non voglio che vengano rovinate da una cosa che non esiste. In più la nostra scuola è sempre attenta al tema dell’integrazione, un lavoro quotidiano per noi».

La versione dei fatti riportata dalla scuola non coincide con quella della società sportiva che invece aveva parlato di una protesta dei genitori dei bambini di fede islamica dopo l’ormai famosa schiacciata con la mortadella e di un conseguente cambio di “spuntino’’.

«Sinceramente creare così tanto caos su un Istituto sempre pieno di iniziative importanti e su un centro, fiore all’occhiello della nostra cittadina, mi sembra alquanto poco corretto» è stato invece il commento di Alessandro Di Franco, presidente del consiglio di istituto del comprensivo Pacinotti.

Due versioni del racconto che hanno scatenato in pochissime ore un interesse nazionale sulla vicenda. E da una questione nata probabilmente da un fraintendimento tra scuola e società sportiva o forse da un’organizzazione non concordata in precedenza «il caso mortadella» ha assunto da subito accesi toni politici.