Pisa, 12 settembre 2017 -  Via Lucchese, via Torino, via Rindi, via XXIV Maggio, via della Pura, solo per fare qualche esempio di strade ridotte a un fiume in piena in una manciata di ore. Il quartiere di Porta a Lucca – una delle zone più basse della città – ha pagato nuovamente il conto, finendo ancora una volta sott’acqua. E questo nonostante – così assicura il vicesindaco Paolo Ghezzi – il piano anti-allagamento sia stato regolarmente attivato. «Il sistema di pompe di via Lucchese ha lavorato come doveva, il suo funzionamento era stato verificato in occasione della precedente allerta meteo e non sono mersi intoppi. Il punto è che, in caso di pioggia eccezionale, questo sistema non basta. Alla soglia dei 100 millimetri già si dimostra non sufficiente». A ‘salvare’ il quartiere dovrà, infatti, pensarci il maxi-intervento di sicurezza idraulica in fase di realizzazione. Opera per la quale i pisani hanno pagato per tre anni consecutivi la tassa di scopo (pari allo 0.5 per 1000 sul valore del patrimonio, esclusa la prima casa e comprendente anche il finanziamento del sottopasso di Putignano). Opera ad oggi, però, temporaneamente ‘ferma’ al primo lotto. Ed è tutta una questione di tempi che si sono allungati. Come, infatti, assicura l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli, «la gara è stata aggiudicata e i lavori, che saranno risolutivi, inizieranno entro fine ottobre». Obiettivo: garantire «l’asciutto» entro l’estate.

DUE milioni e 400mila euro. E’ questa la cifra stanziata per il secondo lotto: il collettore che dall’idrovora de I Passi (quella che già è stata realizzata e che serve a spingere l’acqua verso il fiume Morto) arriva fino a via Tino di Camaino. «In questo momento, dopo l’aggiudicazione della gara – spiega l’assessore Serfogli – sono in corso le ultime verifiche. C’è voluto un po’ più di tempo, perchè sono stati necessari anche alcuni espropri. Ma il cantiere si aprirà a breve, entro la fine del mese di ottobre, e durerà circa sei mesi. Poi rimarrà da realizzare il terzo lotto, nel quale entrerà in gioco anche il Consorzio di Bonifica e la parte di tassa di scopo accantonata».

CADITOIE. I residenti puntanto il dito sulal pulizia di tombini e caditoie. «Sul territorio ne abbiamo 30mila – spiega il vicesindaco Paolo Ghezzi – e riusciamo a garantire una pulizia a cadenza annuale. Ma l’acqua trascina continuamente detriti che si accumulano sul fondo... Dipende se l’evento atmosferico avviene subito dopo la pulizia oppure dopo mesi».

TRANSENNE. Altra polemica: molte strade sono rimaste aperte e percorribili nonostante fossero allagate completamente. «Nel piano di protezione civile per i casi di allagamento, le transenne che abbiamp a disposizione – spiega infine Ghezzi – sono destinate prioritariamente alle zone che vanno sott’acqua per prime, anche con pioggia non in quantità elevata: stazione, San Marco, San Giusto, i sottopassi. Così è stato fatto. E va anche detto che in molti casi le transenne sono state spostate per far passare le auto e non più rimesse al loro posto, moltiplicando i disagi».