Montecatini 9 gennaio 2018 - «Non ho mai sofferto tanto in vita mia come nel 2017». Carlo Brogioni, amministratore delle Terme in procinto di lasciare l’azienda, è stato assai sincero e diretto durate la sua ultima audizione davanti alla commissione consiliare per il controllo delle società partecipate, ieri mattina in municipio. Così sono emersi rapporti non proprio facili con la Regione, socio di maggioranza dell’azienda, che, con ogni probabilità, hanno portato al suo addio all’incarico, e punti di vista assai diversi nei rapporti con il collegio dei sindaci revisori, dal quale è comunque arrivato il via libera al bilancio 2016. 

Brogioni non avrebbe voluto svalutare i beni immobili che fanno riferimento a Gestioni Complementari. Questa scelta infatti ha portato un aggravio di oltre 3 milioni sulle perdite delle Terme, facendole arrivare a 5 milioni e 300mila euro. A volerla per forza, da quanto si è capito ieri, non è stato certo l’amministratore. «In ogni caso – ha dichiarato il commercialista fiorentino – Gestioni Complementari e i beni che fanno riferimento a questa società, cioè Torretta, Tennis Club e campo pratica da golf, secondo quanto previsto dalla più recente normativa, sarà fusa per incorporazione nelle Terme, da cui era partecipata al 100%».

Carlo Brogioni, nel 2015, è arrivato a Montecatini con una certa fama legata alla sua attività di esperto in procedure concorsuali, scatenando più di un timore su quale sarebbe stato il destino delle Terme sotto la sua gestione. «Ho affrontato questo incarico – ha sottolineato – con la mentalità di una levatrice, cercando di far ripartire l’azienda e i suoi processi produttivi. Ma, come ho ripetuto più volte, se non ci sono le risorse non si fa nulla. Il socio di maggioranza dell’azienda non condivide il mio pensiero». Andrea Quaranta, presidente della commissione, ha ricordato a Brogioni le critiche contenute nella relazione al bilancio 2016 dell’azienda da parte del collegio dei sindaci revisori. Kpmg, azienda che aveva ricevuto l’incarico di certificare il consuntivo, ha dichiarato l’impossibilità di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione con il bilancio di esercizio.

Il collegio dei sindaci revisori ha sottolineato che, fin dal suo insediamento, «ha sensibilizzato l’amministratore unico e gli azionisti sul preoccupante indebitamento e la gravità della situazione finanziaria della società, per di più in presenza di un andamento economico da sempre deficitario. Criticità tali da far venir meno i presupposti di continuità aziendale senza gli opportuni provvedimenti». Brogioni ha confermato che il suo pensiero «non è in linea con quello dei sindaci revisori. Io mi sono assunto responsabilità per fare andare avanti l’azienda. Non sono sufficienti, comunque, i soldi in arrivo dalla vendita della Palazzina Regia, per 3,3 milioni, e dalla probabile transazione con Unipool, per circa 6, per andare avanti. Mi sarei aspettato un progetto dalla Regione per proseguire, mentre ho potuto comunque contare sul sostegno morale del Comune». Frase assai dura verso l’amministrazione di Enrico Rossi in un momento difficile, ma forse Brogioni si è ricordato di Leo Longanesi: «Quando potremo dire la verità, non la ricorderemo più».