Firenze, 25 marzo 2016 - Una mappatura degli episodi di meningite C in Toscana, interessata nell'ultimo anno dal contagio. Sono stati 45 i casi segnalati di malattia invasiva da meningococco C in Toscana (2 in più rispetto alla data di invio del report) in una zona relativamente ristretta che comprende Empoli, Firenze, Prato e Pistoia. Questi i dati pubblicati su Eurosurveillance che descrivono l'emergenza meningite verificatasi in Toscana da gennaio 2015 a marzo 2016: sono stati segnalati 45 casi, 10 dei quali sono stati fatali.

Il numero di casi osservati, riferiti sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità, è risultato più elevato soprattutto nelle fasce d'età più avanzate, che sono quelle in cui non viene effettuata la vaccinazione. Non si sono verificati casi secondari grazie alla pronta somministrazione della antibiotico-profilassi dei contatti dei casi. Per contrastare tale emergenza, sono state adottate una serie di misure cha vanno dalla rapida identificazione dei casi attraverso metodiche molecolari eseguite H24, e tutte le misure di controllo disponibili, prima fra tutte una campagna di immunizzazione per la popolazione. Oltre alla vaccinazione che viene effettuata di routine ad un anno di età, è stato offerto il vaccino agli adolescenti, ed è poi stato reso disponibile anche alle persone più anziane. Sono in corso studi ad hoc per la valutazione dei fattori di rischio per la malattia e studi sui portatori.

Secondo i dati diffusi dalla Asl, nell'area di competenza Toscana Centro, se a febbraio solo nell'area fiorentina erano state 68.170 le prenotazioni per il vaccino contro il meningococco C, a marzo, contando anche quella pratese e pistoiese, sono scese a 22.953. Le disdette sono invece arrivate a 12.186. Cresce così la preoccupazione tra gli operatori della sanità pubblica che rinnovano l'invito a vaccinarsi, in particolare a chi ha tra gli 11 e i 20 anni.

È importante, spiega l'Asl, che in questa fascia di età si raggiunga una copertura elevata: sono i giovani che spesso ospitano in faringe il meningococco, i cosiddetti 'portatori sani'. Solo con "la profilassi vaccinale sarà possibile ridurre il rischio di diffusione" delle infezioni: l'intenzione è di vaccinare entro l'estate almeno il 70% della popolazione residente, ma è "un obiettivo che si sta allontanando".