Massa, 12 settembre 2017 - «NON SONO mai stati così tante le persone che chiedono di lavorare nelle scuole. Professionisti che hanno perso il lavoro, ingegneri rimasti a casa, segretarie disoccupate. Vengono al sindacato per sapere cosa devono fare per lavorare, anche temporaneamente, come insegnanti o in altri ruoli. Da una parte l’ingegnere che va ad insegnare arricchisce la scuola, dall’altra è triste vedere che la scuola è rimasta una delle poche realtà, nella nostra provincia, che offre lavoro». A parlare è Lucia Natali, segretaria provinciale Cisl scuola. Per lei questi sono giorni pesanti perchè le richieste e le sollecitazioni sono tante. Questa mattina, al «Fermi» a Massa si decide chi ricoprirà i posti vacanti, nelle varie scuole, per il personale Ata, ovvero bidelli, segretarie e tecnici. C’è una graduatoria, le persone saranno «pescate» all’interno, ma non è detto che dopo andrà tutto liscio. «Ci sono istituti con 7 plessi che in base al numero degli alunni hanno diritto a 5 bidelli – spiega Lucia Natali– . Dato che sono i bidelli che devono aprire le scuole, le porte d’ingresso di 2 plessi chi le apre? In teoria i docenti non dovrebbero farlo».

DOMANI, invece, nella sede dell’istituto «Massa2» in via Lasalle saranno assegnati i posti vacanti degli insegnanti nelle scuole dell’infanzia e della primaria (asili ed elementari, per capire). C’è una graduatoria dove pescare i docenti che avranno la supplenza annuale, ma già suona l’allarme. Molti dei posti da assegnare riguardano insegnanti di sostegno, quelli che devono seguire i bimbi disabili. Ebbene, l’offerta di personale qualificato non potrà coprire tutta la domanda. «Sappiamo già – spiega la sindacalista –che non ci sono abbastanza insegnanti di sostegno. E così la palla passerà ai presidi delle singole scuole che faranno le assuzioni a chiamata in base alla graduatoria di istituto. Ma alla fine avremo insegnanti che seguiranno i bimbi con disabilità senza averne però tutte le competenze. Bravissimi magari di matematica o italiano, ma che non hanno studiato come comportarsi con un bimbo problematico». E a proposito di presidi, c’è un dato su cui riflettere. In provincia di Massa Carrara ci sono 33 istituti scolastici che quest’anno saranno diretti da 17 dirigenti. In pratica la metà delle scuole avrà un «reggente».

Un super preside chiamato a decidere su più plessi e più scuole, insomma. E non c’è la corsa a diventare superpresidi, dato che una reggenza da diritto a 300, massimo 400 euro in più al mese. A proposito: oltre ai superpresidi ci sono anche i supersegretari. Sono una decina, infatti, i segretari di una scuola che hanno preso come «reggenza» un secondo istituto. Qualche soldo in più, ma anche tante «grane» in più, come le visite fiscali e le vaccinazioni.