Lucca, 15 luglio 2017 - Sembra strano parlare ancora dell’attesa del rinnovo della convenzione quinquennale tra il Comune di Lucca e il Summer Festival, alla luce non solo di quanto promesso dal neo rieletto primo cittadino Alessandro Tambellini, in campagna elettorale, ma soprattutto di ciò che dicono le cifre.

 

I numeri parlano chiaro: 135-140 mila i biglietti venduti fino a oggi per questa ventesima edizione (55mila solo per i Rolling Stones), 60mila lo scorso anno e una punta di 90mila nel 2015, quando la società Ipsos, specializzata in ricerche di mercato, incaricata dalla D’Alessandro&Galli, calcolò un indotto di 12milioni di euro (4,8 provenienti dall’estero) legato alla manifestazione fra alberghi, ristorazione, noleggi, commercio in genere. Oltre al lavoro legato direttamente alla manifestazione, dal montaggio del palco e delle aree concerto, alla sicurezza, al catering...
  
Eppure la concorrenza delle altre città si moltiplica: l’esempio più recente è quello di Mantova, dove proprio venerdì scorso si è esibito Elton John e dove il sindaco ha proposto a Mimmo D’Alessandro «patron» del Summer, l’idea di un vero e proprio nuovo festival, offrendo appoggio e contributi consistenti.

È chiaro che Lucca ha una storia lunga vent’anni, ma le rendite di posizione non bastano più e non tengono il passo coi tempi: «Ho già cinque contratti chiusi per il 2018 – spiega D’Alessandro – e ho bisogno di avere subito la sicurezza di ciò che posso fare o meno. La programmazione di tanti grandi artisti internazionali si sviluppa su un lasso di due-tre anni e non aspetta nessuno. Non solo, ma vivendo esclusivamente di sponsor, ripeto che nessuna grande azienda stipula contratti di un solo anno e vuole precise garanzie. 

 

Per Rock in Roma, Poste Italiane ha fatto un accordo decennale e questo è il sesto anno da main sponsor di quella rassegna». 
Anche quest’anno, intanto, come ha anticipato D’Alessandro, a fine festival saranno pubblicate le nuove cifre sull’indotto che, grazie all’evento-Rolling Stones, si è ampliato anche al resto della Toscana: l’indagine è stata affidata all’Università di Pisa.
 
Il Summer insomma, è un affare non solo per chi lo organizza, ma per l’intera città in tutte le sue componenti. Per questo, non ha senso tergiversare come - a detta di D’Alessandro - sta facendo il Comune. Ai nostri lettori chiediamo se siano favorevoli o meno al rinnovo della convenzione con gli organizzatori di sempre del Festival.