Barberino Val d'Elsa (Firenze), 20 giugno 2017 – C'è un'Italia che cresce, quella delle piccole e medie aziende prese in esame dal Financial Times, l'autorevole giornale economico finanziario del Regno Unito, che nella speciale classifica FT1000 evidenzia l'incremento di fatturato nel triennio 2012-2015, di 50mila aziende europee. Fra queste trovano spazio anche alcune italiane. La prima in graduatoria nazionale è la Icont, il marchio con cui Mechanotools S.r.l. di Pontinia in provincia di Latina, produce packaging per alimenti in alluminio e materie plastiche.

Scorrendo la classifica, la successiva impresa italiana è il Consorzio delle Tecnologie S.c.c. Di Napoli, costituito da un gruppo 26 imprese associate, con sede in tutta la Campania oltre che in Toscana, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Calabria, Sicilia, Piemonte, Umbria, che opera su tutto il territorio nazionale nella progettazione, realizzazione e manutenzione di impianti tecnologici per il mercato edile in genere.

Al terzo posto nazionale, si colloca invece la Wineemotion, con sede legale a Barberino Val d'Elsa e sede operativa a Figline Valdarno. Costituita nel 2012, con soli cinque anni di attività, è fra le più giovani delle aziende nazionali che sono riuscite a scalare la classifica FT 1000.

La Wineemotion è una Spa "atipica", che ha infatti solo sette persone al suo interno, e si occupa della commercializzazione e progettazione - la produzione avviene invece outsourcing - di dispenser per il servizio di vino al bicchiere, cosa che permette al nettare di bacco di conservare a lungo le caratteristiche organolettiche e la temperatura. E' l'amministratore delegato, Riccardo Gosi, che ha ideato il progetto grazie al suo background nel settore, a raccontare come l'azienda abbia catturato l'attenzione del noto giornale finanziario.

"Nel triennio 2012-2015 – spiega – il nostro fatturato, che si rivolge per il 95% al mercato estero e solo per il 5% all'Italia, è cresciuto di oltre il millecento per cento. La scelta, rivelatasi vincente, di preferire il mercato straniero è stata dettata da una mia precedente esperienza che mi aveva portato ad accumulare buoni contatti all'estero; in più nel 2012, l'anno in cui abbiamo avviato l'attività, l'Italia era investita da una pesante crisi economica". Adesso però che, a detta di Gosi, "sussiste una reale ripresa", l'azienda ha un chiaro obiettivo. "Vorremmo portare il fatturato nazionale almeno al 30%. Attualmente il nostro primo mercato sono gli Stati Uniti, ma siamo distribuiti in 25 Paesi nel mondo. Fra i nostri clienti abbiamo ristoranti, hotel, enoteche e winebar".

Il dispenser della Wineemotion permette di evitare sprechi: il vino che resta nella bottiglia aperta, si conserva infatti a lungo attraverso un metodo che sfrutta l'azoto e l'argon alimentare. E, cifre alla mano, l'acquirente recupera l'investimento in circa un anno.
La progettazione è inoltre in continua evoluzione, attenta alle mutate esigenze del mercato. "Abbiamo sviluppato un software – dice ancora l'A.D. – per l'accesso self service al dispenser. Questo permette all'imprenditore che utilizza il nostro sistema di poter monitorare e sviluppare operazioni di marketing nel settore del vino".

C'è poi un altro interessante aspetto, legato alla cultura enogastronomica, al quale il dispositivo va incontro. "Le riviste di gourmet – fa notare Gosi - pongono l'accento sull'abbinamento cibo-vino. Tuttavia, quando ci troviamo al ristorante, giungiamo al compromesso di ordinare una bottiglia di vino che alla fine non accontenta nessuno. Questo problema viene ovviato dal servizio al bicchiere".

Nel 2015 la Wineemotion ha partecipato anche all'Expo. "E' stata una vetrina molto importante - conclude Gosi - che ci ha regalato quella visibilità utile a sviluppare una buona fetta di mercato in Italia".