Firenze, 8 aprile 2017 - L’elefantino in bronzo, taglia 45x50, ripescato in Arno, quasi all’altezza del Ponte Vecchio, dai sommozzatori della polizia, corroso dalla permanenza (quanto lunga?) dovrebbe essere osservato e analizzato oggi in prima battuta all’Opificio delle pietre dure dagli addetti ai laboratori di restauro dei (tra l’altro) bronzi. Un’occhiata esperta in attesa che a occuparsene sia l’istituzione ministeriale: la Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio di Piazza Pitti, diretta dall’archeologo Andrea Pessina. Soprintendenza che è già stata informata del ritrovamento dai carabinieri del capitano Lanfranco Disibio, comandante della sezione fiorentina del Nucleo tutela patrimonio culturale.

La statuetta è ancora nella disponibilità dell’Arma, che sta verificando attraverso la propria banca dati, al comando di Roma, l’eventuale provenienza illecita dell’oggetto. Screening attenti, puntuali hanno spesso consentito di dare risposte a molti ritrovamenti. Anche di ‘croste’....

Epoca di presunta o di ragionevolmente certa appartenenza del pezzo, tipo di fusione (il bronzo è una lega composta da rame con un metallo che può essere alluminio, nichel, berillio o stagno), valore storico, più che di mercato: questi i primi dati che dovrebbero essere acclarati per ricostruire uno ‘storico’ del bronzo e del suo curioso ritrovamento.

In attesa di ipotesi, risposte tecniche, spiegazioni restano da fare alcuni accenni sulla simbologia legata a questo mammifero. Ai possibili significati. Le dimensioni intanto; chi lo realizzò potrebbe aver inteso rappresentare un cucciolo, verso il quale l’elefante è particolarmente protettivo, come pure dei membri del suo branco. Il simbolo dell’elefante in questo senso assume il significato di protezione della famiglia e di attaccamento ai propri cari.

 

DI SIMBOLO in simbolo: l’elefante nella tradizione indiana rappresenta la forza e la prosperità. E’ guardiano della Terra. E ancora. In Europa, nel Medioevo, era emblema di saggezza, temperanza, eternità e pietà. Da qui una considerazione generale di amuleto propiziatore della buona sorte. In India richiama la pace e prosperità, la proboscide come mezzo per eliminare gli ostacoli sulla strada che porta alla felicità.Un talismano, insomma, specie per i buddisti, diventato popolare e diffuso su scala mondiale durante gli ultimi anni del XIX secolo al punto di prendere posto in Occidente, sugli scaffali di molte case.

Ma attenzione: la direzione della proboscide fa la differenza. Dev’essere sollevata per avere rilevanza magica. Se è diretta a terra (come nel caso dell’elefantino ritrovato in Arno) la credenza è che possa attirare energie negative. Che qualcuno se ne sia disfatto per questo?

g.sp.