Arezzo, 20 maggio 2017 - Tre volte al pronto soccorso e poi operata: muore in ospedale. Sul corpo della donna, Maria A., è stata eseguita l’autopsia per cercare di capire cosa sia successo. L’autopsia, è stata svolta mercoledì scorso dal professor Marco Di Paolo, della Medicina legale dell’Università di Pisa, così come disposto dalla procura che ha aperto un fascicolo con il pm Julia Maggiore dopo l’esposto della famiglia.

La donna è morta il 12 maggio scorso in rianimazione al San Donato dopo che per tre volte alla Fratta non avevano ritenuto necessario ricoverarla. Tre volte al pronto soccorso poi un’operazione d’urgenza ma che non le è bastato ad evitare la morte.

Dall’autopsia non sarebbe emerso niente di rilevante, emerge dalle prime indiscrezioni. Ma le indagini continueranno insieme allo studio sui risultati dell’analisi. Per questo Di Paolo verrà affiancato da un chirurgo dell’ospedale di Pisa.

Tutto era nato da dolori insopportabili alla pancia, rMaria stava male da qualche settimana. Dolori tanto forti da portarla al pronto soccorso della Fratta da dove sarebbe uscita con una diagnosi di cistite. Medicine e cure però non placavano il dolore e la donna sarebbe tornata per altre due volte in ospedale, ma regolarmente rimandata a casa. Ma continua a stare male e a quel punto arriva al San Donato. Niente cistite, tutto fa pensare ad una peritonite.

Un’operazione d’urgenza, il trasferimento a rianimazione, una diffusa infezione, e poi la morte. Setticemia la causa ultima. E’ scattato così l’esposto«Adesso la famiglia vuole sapere la verità, capire cosa sia successo», dice intanto l’avvocato Simone Moriconi che assiste i congiunti. Sapere se, intervenendo prima, la morte poteva essere evitata.