Qualcuno obietterà: non si vive di ricordi. Vero. Però di questi tempi, con il pallone viareggino sgonfio e ingabbiato dalle norme anti-covid, un balzo nel passato – soprattutto quando ci sono date tonde da celebrare – non è affatto una cattiva idea. Un po’ per verificare la tenuta della memoria, ma anche per ricordare a chi all’epoca era un bambino, che il calcio bianconero delle zebre ha vissuto i suoi momenti di gloria, azzardando anche un sottofondo musicale We Are The Champions dei Queen… Siamo nella primavera 2006, quindici anni fa, terza stagione dell’era Esperia-Stefano Dinelli & C. e il Viareggio allenato da Carlo Caramelli,...

Qualcuno obietterà: non si vive di ricordi. Vero. Però di questi tempi, con il pallone viareggino sgonfio e ingabbiato dalle norme anti-covid, un balzo nel passato – soprattutto quando ci sono date tonde da celebrare – non è affatto una cattiva idea. Un po’ per verificare la tenuta della memoria, ma anche per ricordare a chi all’epoca era un bambino, che il calcio bianconero delle zebre ha vissuto i suoi momenti di gloria, azzardando anche un sottofondo musicale We Are The Champions dei Queen…

Siamo nella primavera 2006, quindici anni fa, terza stagione dell’era Esperia-Stefano Dinelli & C. e il Viareggio allenato da Carlo Caramelli, dopo un traballante inizio, ha preso a macinare gioco, punti e risultati. I bianconeri sentono il profumo di vittoria, neanche fossero emuli di Robert Duvall (cit. Apocalypse Now, ‘profumo di napalm e… di vittoria’). Spaziano dalla Coppa Italia regionale al campionato di Eccellenza, pregustano anche la fase nazionale della Coppa Italia dilettanti. Hanno fame. Si rendono conto che questo può essere davvero l’anno buono, dopo due mezzi fiaschi nelle annate precedenti.

Così nell’arco di un mese e mezzo in quella primavera il Viareggio vince tutto quello che c’è da vincere, si mette sul petto tre medaglie pesanti, l’allenatore Caramelli si toglie qualche sassolino dalla scarpa e Stefano Santini diventa l’eroe del ‘Buon Riposo’ dove firma il gol della matematica certezza della promozione in serie D, nella sfida esterna contro il Versilia, mentre il Forte dei Marmi di Cristiano Ciardelli, diretta rivale dei bianconeri affondava a Gavorrano. Santini era stato l’autore anche del gol della sicurezza nella finale di ritorno della Coppa Italia regionale, sul campo del Subbiano: all’andata i bianconeri avevano vinto per 2-1 con una doppietta di Carlo Fruzza, al ritorno Santini e il giovane Andreanelli chiusero i conti.

In campionato dopo la vittoria al Buon Riposo, ci fu la passerella casalinga contro il Vernio: tanta gente, ma anche qualche polemica fuori luogo di una parte del pubblico per la sconfitta del Viareggio che non inficiò il risultato finale e il ritorno in serie D. Così per completare il tris, dopo Coppa Italia regionale e vittoria nel campionato regionale di Eccellenza, mancava l’ultimo tassello: la Coppa Italia nazionale. La fase finale con 16 squadre era iniziata con la sconfitta nella gara di andata a San Secondo in provincia, ma ben presto diventò una marcia spedita verso Roma: emiliani asfaltati al ritorno, poi superamento dei quarti e della semifinale, rispettivamente contro Imperia e Virtus Vecomp Verona, con gol da urlo di Stefano Santini. Il 26 aprile allo stadio ‘Flaminio’ di Roma i bianconeri fanno filotto. Alberto ‘Sparviero’ Francesconi diventa l’ottavo re capitolino firmando la doppietta (2-0) che timbra la vittoria nella Coppa Italia nazionale, di fronte a cinquecento tifosi bianconeri. E così il ‘ciuco’ (così era stato etichettato da un dirigente-ombra dei bianconeri) Caramelli diventò un cavallo di razza-allenatore del Triplete e Santini, Francesconi, Barsotti, Pellacani, Fruzza & C. i ragazzi che fecerono l’impresa. Una trama da film. Così la doppia primavera viareggina (metereologica e calcistica) era servita.

Giovanni Lorenzini