Un “Villaggio“ senza pace: "Non ci hanno pagato". Protesta dei collaboratori

La testimonianza di una delle animatrici dei laboratori per bambini: "Nonostante gli incassi ci siano stati, la società promotrice non ci salda" .

Un “Villaggio“ senza pace: "Non ci hanno pagato". Protesta dei collaboratori
Un “Villaggio“ senza pace: "Non ci hanno pagato". Protesta dei collaboratori

Ha lavorato nei festivi, vestita da elfo, ha intrattenuto i bambini e perfino aiutato gli organizzatori nel montaggio. E.B. racconta la propria esperienza al Villaggio di Babbo Natale, allestito in piazza D’Azeglio, e finito poi al centro della polemica politica, con l’amministrazione che ha stoppato i contributi. Con una decina di collaboratori rimasti al palo, senza vedere ancora un centesimo: c’è chi deve avere 500 euro, chi anche mille. "Avevo saputo da amici di questa opportunità – racconta E.B. – e così mi presentai al colloquio: ad attendere i candidati c’era il signor Andrea Savelli (collaboratore della società che gestiva la struttura, ndr) che mi illustrò un progetto molto accattivante, con una retribuzione di 7 euro l’ora che poi sarebbe potuta passare a 10. Lavoro stagionalmente in un bagno come insegnante sportiva ma ho abilità nei lavoretti manuali e animare i laboratori per bambini mi avrebbe fatto comodo per un guadagno extra. Detti la disponibilità anche a partecipare alla preparazione del villaggio nelle due settimane precedenti: eravamo io, il coreografo e il giostraio, poi si aggiunsero amici dell’organizzatore. Ma era tutto un fare e un disfare in quell’allestimento". Poi il 7 dicembre l’apertura con un impegno diverso da quanto immaginato. "Mi vestirono da elfo – racconta ancora – assieme ad altri 4-5. Dovemmo improvvisare il coinvolgimento dei bimbi perché non c’erano laboratori di legno o biscotti come illustrato. Mancavano le linee guida e mi ritrovai solo pacchi di pennarelli e fogli, come ci si diverte all’oratorio. Fu imbarazzante. In alcuni momenti feci giocare i piccoli con carta e colla, poi mi concentrai alle sfere di Natale per aiutare le persone a farsi la foto. Avevo dato disponibilità per l’intera giornata ma mi trovai nell’impossiblità di andare al bagno visto che i wc in piazza non solo erano a pagamento ma pure con un continuo giro di prostituzione. Quindi optai solo dalle 15 alle 21, e alle 18 non veniva più nessuno. Ho lavorato fino all’ultimo giorno, compresa la vigilia di Natale e il Capodanno. Il proprietario garantì che ci avrebbe pagato a fine evento, e adesso via whatsapp giustifica col fatto che aspetta i soldi dal Comune. Eppure gli incassi ci sono stati, solo l’ultimo giorno sono entrate solo tre famiglie. Devo avere 500 euro che mi avrebbero fatto comodo per pagare le bollette".

Francesca Navari