Ospedale Versilia (foto di repertorio)
Ospedale Versilia (foto di repertorio)

Versilia, 14 maggio 2018 - Alta percentuale di tumori in Versilia. Perché? Quali sono le cause? E’ partendo dall’analisi dei dati dell’Agenzia regionale della sanità che i comitati cittadini chiedono spiegazioni ai vertici dell’Asl, e anche al presidente della conferenza dei sindaci Giorgio Del Ghingaro. «La Versilia – spiega la referente del Comitato Sanità della Versilia Storica, Lucia Balduini – conserva il drammatico primato per mortalità da tumore. Su una media regionale di 284 cittadini ogni 100mila abitanti, nella nostra terra il tasso di decessi sale a 318 cittadini ogni centomila abitanti».

Ciò significa che in Versilia, ogni anno, muoiono 600 persone aggredite dalla malattia. «Su 23 tipi di tumore – prosegue Balduini – siamo nella media regionale solo per cinque, e siamo al primo posto per tumore alla laringe, al polmone, alla pelle, all’utero, per i mielomi». Numeri che sono vite, famiglie, sogni. «Per questo – prosegue la referente dei comitati per la salvaguardia del sistema sanitario pubblico – chiediamo con urgenza un incontro pubblico per un confronto sugli ultimi studi e dati epidemiologici di cui siamo a conoscenza». Le preoccupazioni sono molteplici.

«Vorremmo conoscere i dati dell’indagine epidemiologica sugli effetti provocati dall’inceneritore del Pollino (attualmente chiuso) e sull’inquinamento da tallio delle acque a Valdicastello e Pietrasanta». E ancora «vorremmo sapere quali conseguenze ambientali ha avuto l’incendio successivo alla strage ferroviaria del 29 giugno 2009, incendio definito dal dottor Michelangelo Bolognini come la combustione di un inceneritore a cielo aperto. Vorremmo conoscere gli effetti legati all’ampliamento del sito di Pioppogatto dell’inquinamento da elettrosmog a Viareggio, e in particolare in via Matteotti. Qui, a seguito di un’indagine effettuata dal Comitato via Matteotti, per la presenza della centrale elettrica, tralicci dell’alta tensione, dei cavi della ferrovia, oltre le due antenne della telefonia mobile Vodafone e Tim, è emerso che ci sono state diverse morti per tumore soprattutto nella palazzina adiacente al sito e nel raggio di 70 metri. Restano poi gli effetti nocivi; del traffico, della lavorazione del marmo, dell’amianto, della cantieristica e dell’edilizia, e dai prodotti usati per le coltivazioni intensive».

«In una situazione dove sono presenti queste criticità – conclude Balduini – i servizi sanitari territoriali e ospedalieri dovrebbero essere adeguati, e cioè dovrebbero essere, in grado di rispondere alla specificità dei bisogni della popolazione con l’analisi dei dati relativi alla frequenza della malattia»