"Un ricordo che ci porteremo dietro per tutta la vita, ma che avrà sempre un sapore mellifluo. Come non potrebbe esserlo". Partiti con tante speranze, sono tornati a casa con il morale sotto i tacchi. Sono i tifosi viola che, in nove mila, hanno invaso le strade di Atene e fra di loro c’è stato anche un nutrito gruppo di tifosi partiti dalla Versilia. È il caso dei viareggini Riccardo Piccinini e Flavio Ciabatti, tifosissimi e volti storici del Viola Club Stella della Versilia. "Avevamo tutti l’idea che potesse essere la volta buona – raccontano delusi – e questo ci rattrista ancora di più. Purtroppo gli uomini chiave hanno deluso e così una squadra come quella greca, mediocre ma più affamata di noi ed anche meno impaurita, alla fine ha fatto propria la coppa". Flavio e Riccardo erano già partiti martedì mattina con un volo di linea da Malpensa. "Volevamo goderci Atene - sottolineano ancora - e poi noi il biglietto per la partita ce lo eravamo già comprati prima delle semifinali, facendo una vera e propria scommessa sui Viola".
Per loro è stata quindi una vigilia più rilassante "con tanto di visita all’Acropoli e contestuale gemellaggio con i tifosi greci". Meno godibile la mezza giornata, prima del fischio d’inizio della partita, nella Fan Zone allestita dagli organizzatori. "Siamo stati tutti assiepati - precisa amareggiato Riccardo - in quella che era un piazzone, probabilmente in disuso dal periodo olimpico, assolato senza verde né riparo e con poca musica. Poi siamo stati invitati a dirigerci verso i bus navetta, ma senza un reale ed organizzato controllo. Alla fine ci siamo fatti il tragitto verso lo stadio, una mezz’ora circa, stipati come sardine".
Arrivati allo stadio i tifosi viola hanno poi dovuto assistere alla prestazione sbiadita dei propri eroi. "Non pensavamo ad un finale così amaro - va avanti Riccardo -, ma con il passare dei minuti si è cominciato ad avvertire il senso di paura che bloccava le gambe dei nostri giocatori. Noi almeno abbiamo provato ad incitarli, ma non è bastato". Terminata la partita però i guai non sono finiti... "Di corsa - conclude Riccardo - ci hanno fatto risalire sulle navette per tornare alla Fan Zone dove siamo stati abbandonati e costretti, dato che la metropolitana era chiusa, a trovarci un taxi che ci ha concesso di salire in sei in macchina. Insomma risultato ed organizzazione greca di pessimo livello".
Anche Gabriele Giordani, da Camaiore, era partito con tante speranze. Per lui uno dei tanti voli charter, organizzati dalla Fiorentina, con partenza da Forlì. "Il viaggio è stata, forse, la cosa più divertente - racconta - perché eravamo tutti visibilmente eccitati e speranzosi. Dall’aeroporto ci hanno condotto alla Fan Zone dove, al contrario di ciò che ci era stato detto, abbiamo trovato un qualcosa che di bello e divertente non aveva proprio nulla, tanto è vero che sono dovuto scappare in un centro commerciale per fuggire dal caldo asfissiante e dal sole battente". Due ore prima del calcio d’inizio la partenza per lo stadio e l’arrivo tra cori e aria di festa. "Uno stadio molto bello ed un bel clima goliardico, rovinato dall’atteggiamento rinunciatario della nostra squadra" sottolinea. A fine partita, però, anche per Gabriele ci sono stati problemi. "Il ritorno alle navette è stati caotico - puntualizza -, disorganizzato. Tanto è vero che se non fossi riuscito a salire su una di esse, spingendoci dentro anche altri tifosi, probabilmente mi avrebbero lasciato allo stadio. In questo marasma generale, come era chiaro aspettarci, il nostro charter è ripartito con 4 ore di ritardo". Alla fine per i tifosi viola, dato che di Grecia si parla, è stata una vera e propria Odissea.