"Intelligenza artificiale e sapienza". L’arcivescovo incontra i giornalisti

Appuntamento venerdì pomeriggio con monsignor Giulietti per dialogare sul messaggio di Papa Francesco

"Intelligenza artificiale e sapienza". L’arcivescovo incontra i giornalisti
"Intelligenza artificiale e sapienza". L’arcivescovo incontra i giornalisti

VIAREGGIO

Il 24 gennaio era San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, e venerdì (2 febbraio) alle 15.30 nel Palazzo Arcivescovile di Lucca (piazzale Arrigoni, 2) c’è il tradizionale incontro dell’Arcivescovo proprio con i giornalisti locali. La riflessione quest’anno sarà sul messaggio del Papa per la Giornata delle comunicazioni sociali (12 maggio 2024) che s’intitola "Intelligenza artificiale e sapienza del cuore: per una comunicazione pienamente umana".

Monsignor Giulietti esporrà i contenuti di tale messaggio e dialogherà con i giornalisti presenti su un tema, quello dell’intelligenza artificiale, che non impatta solo su chi lavora nella comunicazione ma anche sui fruitori, cioè sui cittadini. Nel messaggio il Papa così si esprime: "I sistemi di intelligenza artificiale possono contribuire al processo di liberazione dall’ignoranza e facilitare lo scambio di informazioni tra popoli e generazioni diverse. Possono ad esempio rendere raggiungibile e comprensibile un enorme patrimonio di conoscenze scritto in epoche passate o far comunicare le persone in lingue per loro sconosciute. Ma possono al tempo stesso essere strumenti di “inquinamento cognitivo”, di alterazione della realtà tramite narrazioni parzialmente o totalmente false eppure credute – e condivise – come se fossero vere. Basti pensare al problema della disinformazione che stiamo affrontando da anni nella fattispecie delle fake news e che oggi si avvale del deep fake, cioè della creazione e diffusione di immagini che sembrano perfettamente verosimili ma sono false (è capitato anche a me di esserne oggetto), o di messaggi audio che usano la voce di una persona dicendo cose che la stessa non ha mai detto. La simulazione, che è alla base di questi programmi, può essere utile in alcuni campi specifici, ma diventa perversa là dove distorce il rapporto con gli altri e la realtà". Su questo verterà il dialogo tra i giornalisti locali e mosnignor Giulietti.