
La porzione di argine crollata lo scorso maggio all’interno della discarica
Il loro pensiero era già stato unanime quando lo scorso maggio si verificò il disastro all’interno della discarica. Oggi, più che mai, i sindaci del comprensorio apuoversiliese annunciano e confermano la loro compattezza di fronte a quella che viene considerata una priorità non più rimandabile: la chiusura definitiva di Cava Fornace, a cui dovranno far seguito la messa in sicurezza e la bonifica. Una comunione d’intenti che i sindaci Alberto Giovannetti (Pietrasanta), Gianni Lorenzetti (Montignoso) e Bruno Murzi (Forte dei Marmi) hanno ribadito in occasione di un nuovo incontro avvenuto a Forte dei Marmi alla presenza anche degli assessori Tatiana Gliori (Pietrasanta) e Giulio Francesconi (Montignoso).
L’obiettivo era quello di fare un aggiornamento sulla situazione della discarica, dove i conferimenti sono sospesi dallo scorso maggio in seguito allo smottamento di uno degli argini con conseguente fuoriuscita di fanghi, percolato e metalli pesanti sull’Aurelia e nella dirimpettaia area naturale del Lago di Porta. Lo stop era stato imposto dalla direzione tutela dell’ambiente ed energia (discariche e impianti connessi) della Regione, ma i passaggi che devono per forza seguire i gestori del sito (“Programma ambiente Apuane“) erano già finiti nel mirino del Comitato cittadino contro la discarica, che ha di recente annunciato di aver presentato un esposto alle procure di Massa e Lucca. La mobilitazione dei cittadini, come loro stessi hanno spiegato nei giorni scorsi, è dovuta infatti all’assenza di comunicazioni ufficiali sulla situazione nella discarica e alle perplessità suscitate da una fase emergenziale post-disastro non ancora conclusa visto che il percolato continua ad essere convogliato nella fognatura.
Sull’onda anche dell’ennesima mobilitazione dei cittadini, le tre amministrazioni comunali si sono trovate concordi e fermi nella convinzione che il sito di stoccaggio dei rifiuti, al confine tra Montignoso e Pietrasanta, debba essere chiuso definitivamente. "È altrettanto chiara – spiegano i sindaci – la necessità di un percorso serio e sicuro che disciplini la chiusura e, soprattutto, la fase ’post mortem’ della discarica. Valuteremo con la massima attenzione e severità il progetto che i gestori dovranno presentare alla Regione, in base alle disposizioni ricevute dopo l’incidente della scorsa primavera e alle modalità che saranno proposte per accompagnare l’ex Cava Viti non solo verso una chiusura definitiva, ma anche per messa in sicurezza e bonifica dell’area".