"Commissione: l’assessore non la gradisce"

Il caso della commissione mensa a Forte dei Marmi si infiamma con le dimissioni di Irene Nardini, accusata di negligenza dall'assessore Galleni. Le lamentele sul cibo e la pulizia non risolte portano a tensioni e ipotesi sull'utilità della commissione.

"Commissione: l’assessore non la gradisce"

"Commissione: l’assessore non la gradisce"

Il ’caso’ della commissione mensa non pare sgonfiarsi. Infatti a prendere la parola è Irene Nardini, la seconda rappresentante dei genitori dei tre commissari dimissionari nel giro di un mese. "Rappresento i genitori da 3 anni, quest’ultimo come commissaria eletta dai genitori della Carducci – spiega – e mi sono sentita costretta a dimettermi perchè ho ricevuto diverse accuse da parte dall’assessore Galleni, oggi quella di negligenza nello svolgimento delle mie mansioni. Dopo aver più volte segnalato all’assessore le lamentele delle famiglie, come delle incoerenze nel menu in bianco,la necessità di offrire un menu più vario ai bambini con le intolleranze, le porzioni spesso scarse, il problema della pulizia delle stoviglie, e notando che quest’ultimo non veniva risolto, ho effettuato il 21 febbraio un sopralluogo alla Carducci (il famoso giorno del gusto alla lavastoviglie) ed ho inviato il modulo di constatazione il pomeriggio stesso al comprensivo di Forte dei Marmi come in passato. Ho avvisato anche le famiglie dell’esito del sopralluogo ma sono stata rimproverata poiché per l’assessore bisognava prima confrontarsi col Comune.

Sono stata inoltre accusata di non rispettare il regolamento della commissione mensa durante i sopralluoghi e mi sono dovuta appellare al regolamento stesso che evidentemente non era stato letto bene dall’assessore. Senza contate che presidente e vice non sono stati ancora eletti. La sensazione comune tra molti commissari – conclude – era di sentirsi persone non gradite e si potrebbe ipotizzare che la commissione mensa sia ritenuta dall’amministrazione superflua o addirittura limitante nell’autonomia decisionale dell’assessore. La stessa potrebbe proporne l’abolizione al consiglio comunale se la ritiene un limite invece che un valore".