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Ferdinandi suona la carica: "Costruiamo l’impensabile"

La leader del centrosinistra rilancia la campagna da piazza della Repubblica "La nostra città vuole sanità pubblica, lavoro, diritti e idee. Non l’odio".

Ferdinandi suona la carica: "Costruiamo l’impensabile"

Aveva chiuso la campagna elettorale per il primo turno in piazza IV Novembre e ha ricominciato quella per il ballottaggio da piazza della Repubblica. Segno che Vittoria Ferdinandi sente il centro storico come casa sua. In centinaia hanno accolto la prima tappa di ’Persona per persona’, lo slogan della candidata di centrosinistra. "Momenti veri di democrazia partecipata", dicono i suoi fedelissimi. "In questa campagna - ha ricordato Ferdinandi – sono stata la capofila di una generazione che in 4 mesi ha costruito l’impensabile, perché la nostra campagna elettorale è stata la rappresentazione plastica del modello di governo che porteremo per la città: partecipazione, competenze messe a valore e proposte concreto partecipate dal basso. Qui c’è una generazione pronta a mettersi a servizio di questa città con trasparenza e lealtà". Tanti i temi toccati durante l’incontro: sanità pubblica, lavoro e diritti ma anche di strade, aree verdi, progettazione europea e violenza di genere.

"Temi di cui dall’altra parte dicono che non dovrei occuparmi – spiega Ferdinandi – ma devono capire che non si può governare un capoluogo di Regione senza sporcarsi le mani. La politica significa sfidare a volto aperto le questioni fondamentali. Perugia non è un condominio e non si amministra come tale, è un capoluogo che vuole visione, idee e capacità di cavalcare i cambiamenti". Ferdinandi ha colto anche l’occasione per soffermarsi su alcuni "attacchi strumentali" da lei ricevuti da parte del centrodestra. "Perugia merita il meglio – ha detto – non l’odio con cui stanno avvelenando soprattutto i nostri giovani. Abbiamo fatto una fatica immensa per tornare ad essere credibili nei confronti di una generazione che avevamo lasciato da sola, per riportarli in piazza e parlare di idee. Dall’altra parte vogliono tornare a spaventarli, educandoli all’odio, alla rabbia e la paura".

Roberto Borgioni