
Vocazione turistica
Una città priva di un modello economico. Il coordinamento della Cgil, riunitosi per fare il punto della situazione locale, oltre a rimettere al centro le criticità sul versante socio-sanitario-assistenziale, che "non vedono politiche e scelte capaci di rispondere ai bisogni e alle esigenze dei cittadini", ha anche rimarcato i problemi presenti sul versante economico, sociale e lavorativo. La Cgil ha elaborato una proposta sul modello di sviluppo per il comprensorio orvietano partendo dal riconoscimento già avvenuto di Area Interna e rilanciando una proposta capace di intercettare le nuove risorse pubbliche per uno sviluppo sostenibile. La proposta si concentra su priorità precise riguardanti la dimensione dei servizi di cittadinanza, l’innovazione e lo sviluppo, un nuovo protagonismo istituzionale. Proposta che nei tre filoni ha sviluppato anche approfondimenti pertinenti, frutto di un’elaborazione che ha tenuto conto delle potenzialità che l’Orvietano ha e può esprimere. Valutando negativamente la scarsa attenzione che il Comune ha mostrato sulla proposta, la Cgil ritiene sbagliato il fatto che non si avvii un confronto istituzionale capace di coinvolgere gli attori del territorio per cogliere le sfide all’orizzonte. "I dati demografici, di invecchiamento, di arretramento delle condizioni di vita e di lavoro, le nuove povertà e le tante solitudini rappresentano criticità evidenti che meritano di essere affrontate con nuove e diverse politiche pubbliche capaci di invertire questo andamento -afferma il sindacato-. Rimettere al centro gli investimenti pubblici, ridare centralità al lavoro, rafforzare i servizi territoriali, investire in formazione e ricerca, ricostruire un tessuto sociale accogliente ed inclusivo, investire nelle filiere strategiche dell’agroalimentare e del turism sono alcune delle cose alla base delle nostre proposte".