Maurizio Sarri durante Juve-Lione (Ansa)
Maurizio Sarri durante Juve-Lione (Ansa)

Firenze, 8 agosto 2020 - "L'esonero? Sono convinto che Maurizio non se l'aspettasse in caso di eliminazione". Parola di Aurelio Virgili, il grande amico di Maurizio Sarri, quello al quale il tecnico toscano aveva dedicato la vittoria dello scudetto. Ora per Sarri è il momento dell'amarezza dopo l'esonero arrivato dalla Juventus all'indomani dell'eliminazione agli ottavi di finale di Champions League a opera del Lione Come gli altri amici toscani di Sarri, anche  Virgili (figlio del grande Beppe Virgili, "Pecos Bill", bomber del primo scudetto della Fiorentina)  preferisce non chiamarlo in queste ore per fargli sbollire la delusione.

A Faella, il paese in provincia di Arezzo dove vive Maurizio Sarri, attendono il ritorno del loro concittadino che, probabilmente, resterà a Torino ancora per qualche giorno per sistemare alcune cose. Poi, certo, tanta voglia di vacanza, forse a San Benedetto del Tronto (sua abituale meta estiva) oppure in località più lontane dove riflettere in pace sul suo futuro. "Di certo - dice Virgili - lui non può stare senza calcio, appena avrà l'occasione per una panchina la coglierà al volo".

Gli amici di Sarri vivono questo esonero come un'ingiustizia: "In fondo - continua Virgili - ha fatto come Allegri lo scorso anno. Chiamare Sarri solo per un anno è assurdo, il suo calcio è un progetto a lungo termine. Comunque, vorrà dire che senza Maurizio sulla panchina bianconera potrò tornare a essere anti-juventino al 100%".