Tecnologie digitali “rivoluzionarie“: "Ma restano centrali le competenze"

Alessandro Parrini e Francesco Forzoni, partner PwC: "Strumenti indispensabili per comprendere i mutamenti del mercato"

Tecnologie digitali “rivoluzionarie“: "Ma restano centrali le competenze"

Tecnologie digitali “rivoluzionarie“: "Ma restano centrali le competenze"

FIRENZE

"Mai quanto oggi, con lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie digitali, è divenuto centrale il tema delle competenze, che definiscono la capacità degli individui di muoversi e operare in un mondo sempre più digitale e in un mercato del lavoro in continua e repentina evoluzione". A evidenziarlo, facendo il punto in questo ambito Alessandro Parrini e Francesco Forzoni, partner di PwC Italia. "Le tecnologie digitali – spiegano – hanno innescato un cambiamento economico, sociale e culturale che, partendo dalla semplificazione dei processi produttivi, ha portato all’erogazione di nuovi servizi e al ripensamento dei modelli di business. Dopo i primi grandi cambiamenti industriali e sociali segnati rispettivamente dalla meccanizzazione, dalla produzione di massa e dall’automazione, l’avvento di Internet e la successiva diffusione capillare delle tecnologie digitali nella vita quotidiana e lavorativa hanno dato inizio a una nuova (la quarta) rivoluzione industriale, quella della digitalizzazione, dell’Internet of Things (internet delle cose ndr), dei Big Data e dall’IA (intelligenza artificiale ndr)".

Quella a cui stiamo assistendo è dunque una vera e propria rivoluzione in atto della natura dei processi, che riguarda innanzitutto la gestione e la formazione del capitale umano. "L’Industria 4.0 – proseguono Parrini e Forzoni – sancisce l’era dell’ottimizzazione dei processi produttivi, della riduzione dei tempi di fermo macchina, della riduzione dei costi di produzione, nonché di una maggiore flessibilità nell’adattarsi alle esigenze del mercato. Ma la digitalizzazione di spazi di competenza e azione sempre più ampi apre anche numerosi interrogativi sulle prospettive e il futuro della forza lavoro. L’avvento delle tecnologie digitali non ha solo permesso di ottenere un’infrastruttura virtuale che massimizza gli scambi tra i soggetti e riduce tempi e costi, ma ha anche modificato radicalmente la logica produttiva, la struttura dei costi, le modalità di controllo del prodotto. Mai quanto oggi è divenuto centrale il tema delle competenze, perché esse definiscono la capacità degli individui di muoversi e operare in un mondo sempre più digitale e in un mercato del lavoro in continua e repentina evoluzione".

Il futuro delle competenze è dunque un tema centrale nel dibattito globale e in Italia assume dimensioni eccezionali a causa dell’ampio mismatch (disallineamento) di competenze tra domanda e offerta di lavoro, la crisi demografica in corso e un livello medio di istruzione complessivamente basso. "Secondo i Ceo italiani – dicono ancora Forzoni e Parrini – la carenza di competenze aziendali è tra gli elementi che più influenzeranno la redditività nei prossimi 10 anni (PwC, 26° Annual Global Ceo Survey, 2023). La formazione del capitale umano determina infatti non solo la capacità di incontrare il fabbisogno occupazionale, ma anche la possibilità di sapersi adeguare alle mutevoli necessità di competenze e conoscenze e riprogettare continuamente la propria crescita e la propria carriera. Per le imprese è dunque prioritario dotarsi delle competenze che consentano di utilizzare i nuovi strumenti messi a disposizione dal progresso tecnologico e di muoversi in un mondo del lavoro caratterizzato da esigenze in continuo mutamento".