Top 500 FirenzeStress finanziario e margini ridotti Serve ottimizzare tutte le risorse

Stress finanziario e margini ridotti Serve ottimizzare tutte le risorse

Questa la base necessaria per la resilienza nelle Piccole e Medie Imprese

FIRENZE

Il 2023 non sarà un anno semplice e vedrà le aziende, soprattutto le più esposte, affrontare una situazione caratterizzata da forte stress finanziario e margini ridotti. Per questo l’ottimizzazione delle risorse, così come il pieno ingaggio delle opportunità derivanti dalle riforme e dalle manovre di sostegno, rappresentano uno strumento irrinunciabile. "L’individuazione delle cause di una crisi e la susseguente strategia di reazione, dalla ristrutturazione dell’organizzazione del personale alla realizzazione concreta di attività volte alla stabilizzazione – spiega Alessandro Parrini - sono elementi indispensabili per la resilienza delle Pmi e, conseguentemente, dell’intero sistema Paese". Proprio in questo contesto, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, a luglio 2022, il nuovo "Codice della Crisi". Quest’ultimo, introducendo nuovi strumenti e imponendo tempi più stringenti per gli adempimenti, ha accresciuto la necessità di un supporto qualificato e specialistico per le imprese. "Il nuovo codice – spiega ancora Francesco Forzoni - persegue l’obiettivo di far adottare all’imprenditore un approccio preventivo relativamente alla gestione delle crisi d’impresa. Inoltre, incentiva procedure volte a consentire il proseguimento dell’attività aziendale e introduce nuove disposizioni in materia di insolvenza e ristrutturazioni a livello di gruppo, come la possibilità di una composizione negoziata di gruppo o l’ammissibilità di accordi di gruppo in materia di ristrutturazione dei debiti". Utilizzando il "Cerved Group Score", indicatore costruito per misurare il rischio di credito prospettico delle imprese, la quota di quelle con un alto rischio di credito è prevista salire nel 2023 al 12,6% del totale (dal 11,4% del 2019) secondo lo scenario base. La stima più pessimistica prevede invece che tale quota tocchi il 13,2%, riportandosi ai livelli raggiunti durante il picco della crisi pandemica.