La grinta di Giangarè: "La recitazione è vita"

L’attrice massese è molto apprezzata dal grande pubblico televisivo "Essere attrice mi emoziona, trasformo ciò che sento nel personaggio".

La grinta di Giangarè: "La recitazione è vita"
La grinta di Giangarè: "La recitazione è vita"

Rausy Giangarè è una delle attrici più apprezzate dal pubblico televisivo, ma il suo successo nasce dal dolore della prematura perdita del padre. Rausy è originaria di Massa, padre italiano e madre mozambicana. Ha 31 anni è già incoronata come uno dei personaggi più amati del piccolo e grande schermo. Il grande publbico l’ha potuta apprezzare in ’Lea – I nostri figli’ della Rai, dove veste i panni di Michela Idiong, giovane tirocinante infermiera di un ospedale pediatrico Ferrarese, dopo averla scoperta in ’Buongiorno, Mamma!’, serie sempre prodotta dalla Rai. Nuoto, danza e ciclismo sono alcuni dei suoi sport preferiti, senza dimenticare il suo grande amore, ovvero l’equitazione e la passione profonda per i cavalli. C’è poi l’atletica leggera, che ha portato avanti fino all’età di 12 anni. Un talento per la recitazione che l’ha portata a essere notata sin da subito dai grandi produttori, una capacità di entrare da subito a contatto con il pubblico. Gli studi a Firenze alla scuola di Cinema ’Immagina’, poi la conoscenza con Simona Izzo e gli anni di studio a Roma alla ’Actor’s Planet’. Oggi ci racconta il suo trascorso e le grandi scommesse vinte in ambito lavorativo.

Rausy, ci può raccontare da dove nasce la passione per il cinema?

"Ho iniziato a recitare qualche anno dopo la perdita di mio padre. Ho vissuto un momento di smarrimento, non sapevo più cosa volessi fare. Il consiglio di un amico di fare recitazione mi ha salvata".

C’è una ricetta, se esiste, per raggiungere il successo?

"Non so se può chiamarsi ricetta, ma ho sempre affrontato i provini studiando con molta serietà. Nella vita sono una persona spontanea e legata alle sue radici. Forse questo è stato apprezzato".

Quando ha capito che questa era la sua strada?

"Fin da subito. Quando ho fatto il primo corso di recitazione ho sentito una forte emozione. Riuscivo a trasformare quello che avevo dentro in emozione per i miei personaggi".

Che personaggio le piacerebbe interpretare in futuro?

"Un personaggio più cupo, problematico, con una personalità che all’apparenza può sembrare disturbata perché ha paura di mostrarsi, ma che in realtà nasconde solo una forte fragilità personale e si mostra sotto un’armatura da lei costruita. Il personaggio che ho interpretato con maggior simbiosi è stata Michela Idiong. Da subito ho percepito che avevamo in comune la dedizione per il lavoro, l’amore per la famiglia e il sacrificio di doversi mantenere da sola, lavorando anche la notte e dormendo poche ore".

Cosa le manca della sua Massa quando è in giro per impegni lavorativi?

"La natura di casa mia, i monti, vedere il mare al risveglio, le Alpi apuane e la quotidianità con mia madre e mio fratello. Mancano le passeggiate in montagna con i cani e l’aria pulita di casa mia".

Come è cambiata la sua vita lavorativa?

"È cambiato il mio modo di vivere. Ho deciso di restare a Roma dopo il corso all’ Actor’s Planet di Rossella Izzo e la mia vita da allora ruota intorno alla recitazione. Continuo con lo studio facendo seminari per cercare di migliorarmi sempre, è una passione che non potrà mai morire".

Ha mai vissuto un momento in cui avrebbe voluto mollare tutto?

"Non ho mai deciso di mollare, ma anzi di crescere ancora di più cercando di conoscere in modo più approfondito altri lati artistici dentro di me".

Alessandra Poggi