Fabio Magni subito dopo la mossa (foto Paolo Lazzeroni)

Siena, 3 luglio 2018 - Una mossa lunghissima, infinita, come era nella previsioni più pessimistiche considerata la presenza di tre coppie di rivali. Quattro uscite dai canapi, due mosse annullate (soprattutto sulla seconda ci sono discussioni aperte), fino all’ingresso decisivo quando ormai si iniziavano ad allungare le ombre della sera su Piazza del Campo. Due le situazioni più difficili da gestire per il mossiere del Palio, Fabio Magni.

La più evidente l’ostacolo frapposto a lungo dalla Tartuca, che indicata al secondo posto dall’estrazione si è in realtà piazzata al verrocchino per impedire alla Chiocciola anche solo di tentare l’ingresso dai canapi. Dopo lunghissimo tempo la situazione si è modificata e alla fine Turbine è entrato proprio in uno dei rari momenti in cui Tartuca è scivolata verso il basso. Fino ad allora a poco erano serviti i numerosi richiami del mossiere nei confronti del fantino di Castelvecchio.

Così come reiterati sono stati gli inviti al Valdimontone a salire nella zona alta dal canape, invece di scendere per cercare di disturbare la posizione del Nicchio, sceso costantemente al secondo posto per evitare di restare in mezzo alle rivali Lupa-Istrice. Magni ha chiesto ripetutamente a Gingillo di tornare nella sua posizione, ma in ogni caso la situazione che continuava a creare più difficoltà era quella nella zona dell’ingresso tra i canapi.

Si trattava solo di aspettare – anche se a un certo punto si è iniziato a temere che una soluzione fosse difficile – perché con il passare del tempo, il nervosismo e la sudorazione estrema dei cavalli, anche la capacità di controllo da parte dei fantini è stata sempre più difficile. E quando dopo un’ora si è aperto uno spiraglio, grazie all’allentamento della pressione da parte della Tartuca, all’ingresso della Chiocciola il mossiere ha ritenuto opportuno far scoppiare il mortaretto. Due le mosse false, la seconda in particolare destinata a far discutere, prima di quella buona, con il fermo immagine che testimonia la partenza dalle retrovie di Tartuca e Valdimontone, per il resto un sostanziale allineamento.

Di sicuro ci sarà materiale per la giustizia paliesca, in questo caso direttamente amministrata dal sindaco De Mossi in assenza dell’assessore delegato. E anche di discussione sulle mosse infinite e sulla gestione dei richiami da parte del mossiere. La cui relazione sarà determinante per valutare le responsabilità di fantini e Contrade.